Stranieri Formati all’Estero, il Curriculum Entra nel SIISL: Più Facile Trovare Lavoro in Italia

Siisl sfl

Per alcuni cittadini stranieri formati nel proprio Paese può diventare più semplice farsi conoscere dalle imprese italiane.

Dal SIISL, il Sistema Informativo per l’Inclusione Sociale e Lavorativa, arriva infatti una nuova possibilità: chi completa determinati percorsi di formazione all’estero può avere un curriculum precompilato e visibile alle aziende che operano nei settori coerenti con le competenze acquisite.

A spiegare il nuovo meccanismo è lINPS, che con una notizia pubblicata il 10 agosto 2026 ha annunciato l’avvio dell’iscrizione automatica al SIISL per gli stranieri formati all’estero.

La novità nasce dal decreto interministeriale del 22 giugno 2026 e riguarda i cittadini che completano i percorsi previsti dall’articolo 23 del Testo Unico Immigrazione.

L’obiettivo è far incontrare più facilmente lavoratori già formati e imprese italiane che cercano personale.

La formazione all’estero può diventare un’occasione di lavoro

La misura riguarda i cittadini stranieri che completano specifici percorsi di formazione professionale e civico-linguistica nei Paesi di origine.

Non basta quindi aver frequentato un qualsiasi corso all’estero.

Il lavoratore deve rientrare nei programmi riconosciuti dalla normativa italiana nell’ambito dell’articolo 23 del Testo Unico Immigrazione.

Chi conclude positivamente il percorso può però trasformare la formazione svolta nel proprio Paese in un profilo professionale utilizzabile sul mercato del lavoro italiano.

Cos’è il SIISL e perché può aiutare

Il SIISL è la piattaforma pubblica che mette in collegamento lavoratori, servizi per il lavoro e imprese.

Con la nuova funzione il sistema può mostrare ai datori di lavoro i profili di cittadini stranieri che hanno già acquisito competenze coerenti con il settore in cui l’azienda opera.

Il vantaggio è semplice: il lavoratore rende visibile la propria preparazione e l’impresa può individuare personale già formato.

Il SIISL non garantisce un’assunzione, ma può facilitare l’incontro tra chi cerca lavoro e chi cerca lavoratori.

Il curriculum viene preparato dal sistema

Uno degli aspetti più interessanti riguarda proprio il CV.

Dopo l’attivazione del profilo, il SIISL genera un curriculum precompilato utilizzando le informazioni sulla formazione svolta all’estero.

Il profilo può contenere dati sul corso frequentato, sul settore professionale, sui moduli seguiti, sulla durata della formazione e sulle competenze linguistiche acquisite.

Le imprese che operano nei settori coerenti con quella formazione possono quindi visualizzare il profilo professionale.

In questo modo il percorso formativo non resta solo un titolo acquisito, ma può diventare uno strumento concreto per cercare lavoro in Italia.

Chi iscrive il lavoratore al SIISL

Il cittadino straniero non deve fare tutto da solo.

La procedura parte dalla Piattaforma Ingressi Formati all’Estero, PIF, del Ministero del Lavoro.

La PIF trasmette al SIISL l’elenco delle persone che hanno completato con successo i percorsi previsti.

Il soggetto che ha proposto la formazione accede quindi al sistema, controlla i nominativi e completa le informazioni necessarie.

A quel punto il SIISL invia una comunicazione al lavoratore, che deve completare l’iscrizione e attivare il profilo.

Se il lavoratore non attiva il profilo

La procedura non si conclude automaticamente con il semplice passaggio dei dati.

Il cittadino deve infatti perfezionare l’attivazione.

Se non lo fa, il soggetto proponente deve verificare i dati di contatto e, dopo 15 giorni dalla notifica, sollecitare l’interessato a completare la procedura.

Per questo conviene prestare attenzione alla comunicazione ricevuta dal SIISL e non lasciarla senza risposta.

Perché bisogna attivare il profilo

Il vantaggio principale consiste nella possibilità di rendere visibili alle imprese italiane le competenze già acquisite all’estero.

Il lavoratore non entra quindi nel mercato del lavoro con un profilo completamente vuoto.

Può contare su un curriculum già costruito sulla base del percorso svolto e aumentare le occasioni di contatto con aziende che cercano proprio quelle professionalità.

Anche le imprese possono trarne vantaggio, soprattutto nei settori in cui risulta più difficile trovare lavoratori con competenze adeguate.

La novità non riguarda tutti gli stranieri

Il nuovo sistema non introduce un obbligo generalizzato di iscrizione al SIISL per tutti i cittadini stranieri.

Riguarda invece chi completa i percorsi riconosciuti nell’ambito dell’articolo 23 del Testo Unico Immigrazione.

Per questi lavoratori, però, cambia un aspetto importante: la formazione svolta nel Paese di origine può diventare visibile alle imprese italiane attraverso un curriculum già presente sul SIISL.

La novità prova così a creare un collegamento più diretto tra competenze acquisite all’estero e domanda di lavoro delle aziende italiane.