Una delle novità più importanti per i dipendenti pubblici che andranno in pensione dal 2027 riguarda i tempi di pagamento del TFS e del TFR.
La Legge di Bilancio 2026 ha infatti ridotto da 12 a 9 mesi il termine previsto per la liquidazione della buonuscita in determinati casi. Una novità che l’INPS ha definitivamente recepito e chiarito con la circolare n. 30 del 27 marzo 2026.
Attenzione, però: il pagamento anticipato di tre mesi non riguarda tutti i dipendenti pubblici che vanno in pensione.
TFS e TFR: dal 2027 l’attesa scende da 12 a 9 mesi
La novità è contenuta nell’articolo 1, comma 198, della legge n. 199 del 30 dicembre 2025, cioè la Legge di Bilancio 2026.
Con effetto dal 1° gennaio 2027, il termine dilatorio previsto per il pagamento del TFS/TFR viene ridotto da 12 a 9 mesi per chi matura i requisiti pensionistici a decorrere dalla stessa data e cessa dal servizio per:
- raggiungimento dei limiti di età;
- raggiungimento dei limiti di servizio;
- collocamento a riposo d’ufficio per raggiungimento dell’anzianità massima prevista dall’ordinamento.
In sostanza, per questi lavoratori la prima o unica rata della liquidazione diventa esigibile tre mesi prima rispetto alle vecchie regole.
Va precisato che ai nove mesi può aggiungersi il periodo tecnico previsto per il pagamento: la prestazione deve essere corrisposta entro i successivi tre mesi. Superato tale termine, sono dovuti gli interessi legali per il ritardo.
Pensione anticipata esclusa: resta l’attesa più lunga
Qui nasce la distinzione più importante.
La riduzione a nove mesi non si applica alle normali dimissioni volontarie per pensionamento anticipato. L’INPS precisa infatti che l’intervento del legislatore è stato concentrato sulle cessazioni collegate alla pensione di vecchiaia e ai limiti ordinamentali.
Per le dimissioni volontarie continua quindi, in linea generale, ad applicarsi il termine di 24 mesi, mentre per la cessazione di un contratto a tempo determinato il termine resta di 12 mesi.
Nei casi di decesso o inabilità, invece, il pagamento continua a essere previsto entro 105 giorni dalla cessazione.
TFS/TFR 2027: chi riceverà prima la liquidazione
Il quadro può essere riassunto così:

La discriminante, quindi, non è soltanto quando si lascia materialmente il lavoro, ma anche la causa della cessazione e, nei casi previsti, quando vengono maturati i requisiti pensionistici.
Docenti e ATA: attenzione alla data del 1° settembre
La novità interessa naturalmente anche il personale della scuola, ma per docenti e ATA occorre fare attenzione alle particolari regole che disciplinano la cessazione dal servizio.
Il personale scolastico, infatti, cessa normalmente il rapporto con decorrenza 1° settembre, anche quando il requisito pensionistico viene perfezionato entro il 31 dicembre dello stesso anno.
La circolare INPS n. 30/2026 dedica infatti specifiche indicazioni al comparto scuola e ai casi in cui si accede alla pensione con requisiti diversi da quelli ordinari.
Per chi utilizza formule di pensionamento anticipato o particolari — come cumulo, lavoratori precoci o pensione anticipata flessibile — la determinazione della decorrenza del TFS/TFR può quindi seguire regole differenti.
La rateizzazione non cambia: fino a 50 mila euro pagamento unico
La riduzione dei tempi non modifica invece il problema della rateizzazione del TFS/TFR.
Restano infatti confermate le attuali soglie:
- fino a 50.000 euro lordi, pagamento in un’unica soluzione;
- oltre 50.000 e sotto 100.000 euro, pagamento in due rate annuali;
- da 100.000 euro in su, pagamento in tre rate annuali.
Le rate successive alla prima vengono corrisposte a distanza di 12 mesi.
Questo significa che un dipendente pubblico con una liquidazione elevata continuerà comunque ad attendere diversi anni prima di ricevere l’intero importo.
Dal 2027 tre mesi in meno, ma la vera riforma del TFS è ancora incompleta
La novità rappresenta certamente un passo avanti: dal prossimo anno una parte dei dipendenti pubblici potrà ricevere la propria buonuscita tre mesi prima.
Ma non si tratta ancora dell’equiparazione con il settore privato. Rimangono infatti sia i tempi differiti di pagamento, sia la rateizzazione obbligatoria per gli importi superiori a 50.000 euro.
Per chi andrà in pensione nel 2027 sarà quindi fondamentale verificare la causa della cessazione e la data di maturazione dei requisiti: solo così sarà possibile capire se il TFS o il TFR potrà beneficiare del nuovo termine di nove mesi.




