Caro Carburanti, Sconto alla Pompa Verso la Proroga: la Nuova Data

Benzina

Il prezzo dei carburanti rischiava di tornare a salire proprio adesso, con il petrolio nuovamente vicino alla soglia dei 100 dollari al barile. Per evitare un nuovo scatto verso l’alto, il Governo ha scelto ancora una volta la strada più immediata: prorogare il taglio delle accise sul gasolio.

La decisione arriva mentre a Palazzo Chigi si continua a lavorare a una soluzione più stabile e selettiva per aiutare famiglie e categorie maggiormente colpite dal caro carburanti. Il problema, però, è che sulla misura strutturale da adottare non è stato ancora raggiunto un accordo.

E così, in attesa di trovare una soluzione definitiva, si va avanti con lo sconto generalizzato. Una scelta che evita per ora un’impennata del diesel, ma che non risolve il problema alla radice.

Taglio delle accise, arriva una nuova proroga

La proroga del taglio delle accise serve a evitare che lo sconto sul carburante venga cancellato alla scadenza prevista.

L’ultima misura sarebbe infatti terminata giovedì 10 settembre. Senza un nuovo intervento, da venerdì 11 il prezzo del diesel rischierebbe di aumentare in modo molto pesante, arrivando, secondo le stime riportate nel confronto con i prezzi attuali, fino a circa 2,34 euro al litro.

Per questo il Governo ha deciso di intervenire ancora una volta, evitando che lo sconto venga meno mentre il prezzo del petrolio resta elevato. La proroga rappresenta quindi soprattutto un intervento ponte: serve a guadagnare tempo in attesa di una decisione più ampia sul futuro degli aiuti.

Perché il Governo ha deciso di prorogare lo sconto sui carburanti

La ragione principale è che non c’è ancora un accordo sulla misura strutturale che dovrebbe sostituire il sistema dei tagli generalizzati.

L’idea del Governo è infatti passare da uno sconto applicato in modo sostanzialmente generalizzato a aiuti mirati, destinati soprattutto alle famiglie e alle categorie che hanno maggiormente bisogno di essere protette dall’aumento del costo dei carburanti.

Ma costruire questo nuovo sistema richiede tempo. Bisogna decidere innanzitutto chi deve ricevere gli aiuti, con quali criteri e attraverso quale meccanismo. Ed è proprio su questi aspetti che il confronto nella maggioranza non si è ancora concluso. Di conseguenza, non essendo ancora pronta la soluzione definitiva, il Governo ha scelto di non lasciare scadere lo sconto sul gasolio.

In pratica, il ragionamento è semplice: meglio prorogare temporaneamente il taglio delle accise piuttosto che lasciare che il prezzo del diesel aumenti mentre si cerca un accordo sulla misura definitiva. La scadenza dei nuovi aiuti alla pompa dovrebbe essere la fine di settembre. E’ quanto riporta il quotidiano Il Sole 24 Ore in edicola il 9 settembre.

Senza la proroga il gasolio sarebbe potuto schizzare a 2,34 euro

La scadenza del 10 settembre arriva in una fase in cui il petrolio è tornato a sfiorare i 100 dollari al barile. La fine dello sconto avrebbe quindi potuto sommarsi alle quotazioni elevate del greggio, con un effetto diretto sul prezzo alla pompa.

Il gasolio, in particolare, è il carburante più osservato perché viene utilizzato in modo massiccio dal trasporto merci, dall’autotrasporto e da numerose attività produttive. Di conseguenza, un aumento del gasolio non pesa soltanto su chi deve fare rifornimento. Per le imprese di trasporto significa infatti maggiori costi per spostare le merci, costi che possono poi riflettersi lungo tutta la filiera e arrivare anche ai prezzi pagati dai consumatori.

Per questo il Governo ha ritenuto necessario evitare, almeno per il momento, la fine dello sconto.

Caro carburanti, Governo prende tempo in attesa degli aiuti mirati

La nuova proroga non significa quindi che il Governo abbia rinunciato alla riforma del sistema degli aiuti. Al contrario, l’obiettivo resta quello di superare la serie di interventi temporanei sulle accise e arrivare a un meccanismo più selettivo, capace di concentrare le risorse su chi è maggiormente esposto al caro carburanti.

L’ipotesi allo studio è quella di un sistema di aiuti con cadenza trimestrale, pensato per coprire il periodo di ottobre, novembre e dicembre. Per il 2027, invece, le eventuali misure dovrebbero essere inserite nella legge di bilancio, anche in base all’andamento dei prezzi dell’energia.

Il problema è che, al momento, numeri, destinatari e modalità non sono ancora definitivi.