Il bonus da 500 euro al mese del Decreto Coesione resta in una situazione complicata per una parte dei giovani imprenditori e professionisti che hanno presentato domanda. I primi pagamenti sono effettivamente partiti, ma hanno interessato soltanto le pratiche accolte nella prima fase. Per molti altri richiedenti l’attesa continua.
La misura è destinata agli under 35 che si trovavano in stato di disoccupazione e hanno avviato un’attività imprenditoriale o libero-professionale nei settori strategici individuati dalla normativa. Il contributo vale 500 euro mensili, fino a 36 mesi, ed è corrisposto anticipatamente su base annuale.
I pagamenti partiti a giugno
Il passaggio decisivo risale al 10 giugno 2026, quando l’INPS, con il messaggio n. 1955, ha comunicato la conclusione dell’istruttoria e dato il via alla liquidazione delle domande accolte, aprendo contemporaneamente la strada al riesame delle richieste respinte.
Da giugno sono quindi arrivati i primi accrediti. La platea effettivamente pagata, tuttavia, rappresenta solo una parte di coloro che avevano richiesto l’incentivo. Per gli altri si sono aperti percorsi differenti.
Situazioni più complesse
Le situazioni più difficili si sono verificate soprattutto per i richiedenti con posizioni meno lineari da verificare, ad esempio per la ricostruzione dello stato di disoccupazione precedente all’avvio dell’attività, per l’iscrizione alla Gestione separata o alle Casse professionali, per la regolarità contributiva oppure per eventuali disallineamenti tra le informazioni dichiarate nella domanda e quelle presenti nelle banche dati utilizzate dall’INPS.
Domande accolte: chi ha già ricevuto il bonus
La situazione più semplice riguarda le domande accolte a giugno. In questi casi le liquidazioni sono state avviate e risultano già erogazioni del contributo.
È la categoria che, al momento, presenta meno problemi: riconoscimento del diritto e successivo pagamento.
Domande respinte e riesame
Una seconda platea è composta da chi a giugno ha trovato la propria domanda respinta e ha successivamente presentato istanza di riesame.
Proprio questi richiedenti avrebbero dovuto ricevere risposte entro la fine di agosto. Ad agosto, infatti, l’INPS aveva indicato a Fanpage.it l’obiettivo di completare i riesami entro quel mese, facendo prospettare i pagamenti a settembre per le pratiche successivamente ammesse. Non si tratta di indicazioni ufficiali, ma di informazioni raccolte da un giornale direttamente dai funzionari dell’ente previdenziale.
Al 13 settembre, però, non emergono ancora riscontri pubblici sufficientemente solidi di una nuova tornata di accrediti relativa ai riesami.
Riesame respinto: arriva il secondo no
C’è poi una terza categoria: chi ha ricevuto una seconda bocciatura dopo il riesame. Diverse pratiche sono state nuovamente respinte, anche per motivazioni analoghe a quelle del primo rigetto, nonostante la documentazione presentata dagli interessati. Tra i nodi segnalati figurano verifiche sullo stato di disoccupazione e sui dati presenti nelle banche dati.
Alcuni richiedenti stanno quindi valutando ulteriori iniziative, compresa la strada giudiziaria.
Riesami ancora senza esito
Infine ci sono coloro che hanno chiesto il riesame ma non hanno ancora ricevuto alcuna decisione. È probabilmente la situazione più delicata perché, secondo la ricostruzione disponibile, alcune pratiche risultano ancora ferme mentre altre sono già state definite.
Il quadro, dunque, è oggi diviso in quattro gruppi: domande accolte e pagate, domande respinte, riesami nuovamente respinti e riesami ancora senza esito. I pagamenti annunciati per settembre rappresentano adesso il passaggio da osservare: a metà mese, la nuova tornata di accrediti attesa da chi supera il riesame non risulta ancora concretamente partita su larga scala.
Domande in “verifica dei requisiti”: attesa, ma senza bocciatura
C’è poi una categoria che, nonostante i ritardi, si trova in una posizione meno negativa: quella delle domande ancora nello stato “verifica dei requisiti”. In questi casi non risulta un rigetto, ma l’istruttoria INPS non è ancora conclusa. I richiedenti attendono quindi lo sblocco della pratica, con la possibilità che le verifiche si chiudano positivamente e aprano la strada al pagamento.




