Gli elenchi regionali rappresentano una delle novità introdotte per le immissioni in ruolo a partire dall’anno scolastico 2026/27.
La loro istituzione è stata pensata soprattutto per consentire di coprire posti rimasti vacanti in presenza di graduatorie concorsuali esaurite.
Per chi è inserito in questi elenchi, la domanda principale è capire quando potrà arrivare una proposta di assunzione. La risposta dipende dall’esaurimento delle altre graduatorie e dall’eventuale presenza di posti vacanti.
Gli elenchi regionali sono un canale residuale
Gli elenchi regionali non rappresentano il primo canale attraverso cui vengono effettuate le assunzioni.
La normativa stabilisce infatti un preciso ordine di utilizzo delle graduatorie. Prima devono essere effettuate le immissioni in ruolo attraverso le procedure concorsuali ancora utilizzabili e le altre categorie previste dalla disciplina sul reclutamento. Soltanto dopo aver esaurito le possibilità precedenti, gli Uffici possono arrivare agli elenchi regionali, qualora rimangano posti disponibili.
Questo significa che essere in una buona posizione nell’elenco non equivale automaticamente a ricevere una proposta di ruolo.
Quando si può arrivare agli elenchi regionali?
Il passaggio agli elenchi regionali può quindi avvenire solo se, dopo le precedenti operazioni di reclutamento, restano cattedre disponibili.
È necessario che si verifichino contemporaneamente due condizioni:
- le graduatorie che precedono gli elenchi regionali devono essere state utilizzate secondo quanto previsto dalla normativa;
- devono rimanere ulteriori posti vacanti e disponibili per le immissioni in ruolo.
In assenza di entrambe le condizioni, l’elenco regionale non viene utilizzato per quella determinata procedura di assunzione.
Cosa devono aspettarsi gli aspiranti
Per chi è inserito negli elenchi regionali, dunque, le operazioni di immissione in ruolo 2027/28 devono essere seguite con attenzione, ma senza considerare l’inserimento come una garanzia di assunzione.
Il momento decisivo sarà quello in cui gli Uffici avranno completato le precedenti fasi di reclutamento e potranno quantificare gli eventuali posti rimasti disponibili.
Per il 2027/28, infatti, la loro concreta utilizzazione dipenderà soprattutto dal numero di cattedre ancora scoperte dopo le immissioni in ruolo da concorso e dalla situazione delle singole graduatorie.
Per gli aspiranti sarà quindi fondamentale monitorare gli avvisi degli Uffici scolastici: non esiste un momento unico valido per tutti, perché l’eventuale ricorso agli elenchi regionali dipenderà dalla situazione che emergerà al termine delle fasi prioritarie di assunzione.




