Per molti beneficiari dell’Assegno di Inclusione, il 14 settembre è arrivata la prima mensilità del nuovo ciclo di fruizione. E proprio dopo aver ricevuto il pagamento può sorgere una domanda: adesso bisogna fare qualcosa oppure si può semplicemente attendere la prossima ricarica?
La risposta è importante perché, dopo l’accoglimento della domanda di rinnovo, restano alcuni adempimenti da rispettare. Vediamo quali.
Assegno di Inclusione, prima rata del rinnovo arrivata: cosa bisogna fare adesso
Ricevere la prima mensilità del nuovo periodo di Assegno di Inclusione significa che la domanda di rinnovo è stata accolta e che il beneficio è ripartito per il nuovo periodo. Questo, però, non significa che siano terminati tutti gli obblighi.
Il beneficiario deve infatti verificare gli adempimenti collegati al percorso di inclusione. Il termine da tenere presente è quello dei 120 giorni dalla presentazione della domanda di rinnovo, prendendo come riferimento la domanda risultante accolta.
In pratica, chi ha ricevuto la prima rata dopo il rinnovo non dovrebbe limitarsi ad aspettare il pagamento successivo: è opportuno controllare se è necessario un appuntamento con i Servizi Sociali e, se non è ancora stato fissato, attivarsi direttamente.
Servizi Sociali, entro 120 giorni bisogna presentarsi
Il principale adempimento riguarda l’appuntamento con i Servizi Sociali del Comune. L’incontro serve a verificare la situazione del nucleo familiare e ad aggiornare, quando necessario, il percorso di inclusione. Il termine è di 120 giorni dalla data di presentazione della domanda di rinnovo.
Non conviene sempre aspettare che sia il Comune a farsi vivo. Infatti, anche se in molti casi sono gli stessi Servizi Sociali a contattare la famiglia, chi ha appena ottenuto il rinnovo può anche chiamare direttamente il servizio sociale del proprio Comune o recarsi presso gli uffici per verificare la propria posizione e chiedere quando presentarsi.
Il motivo è semplice: se la scadenza oltrepassa e l’appuntamento non viene rispettato senza un giustificato motivo, l’erogazione dell’Assegno di Inclusione può essere sospesa.
Titolari Assegno di Inclusione, chi deve andare al Centro per l’Impiego?
Non tutti i componenti del nucleo familiare hanno gli stessi obblighi. Per le persone che rientrano tra i componenti con obbligo di attivazione lavorativa, può essere necessario sottoscrivere o aggiornare il Patto di Servizio Personalizzato presso il Centro per l’Impiego. Questo obbligo vale per le persone tra 18 e 59 anni che non lavorano né studiano e che non hanno carichi di cura.
Chi invece non rientra nella categoria delle persone soggette all’obbligo di attivazione lavorativa può essere esonerato da questo passaggio. In questi casi, l’esonero viene gestito nell’ambito del percorso con i Servizi Sociali. A essere esonerati sono principalmente i minorenni, gli over, i disabili, chi ha carichi di cura e chi già lavora o studia.
Quindi non bisogna pensare che, dopo il rinnovo, tutti i beneficiari debbano necessariamente recarsi al Centro per l’Impiego: l’obbligo dipende dalla situazione del singolo componente del nucleo.
E il Patto di Attivazione Digitale va rifatto?
Un’altra domanda frequente riguarda il Patto di Attivazione Digitale (PAD).
Il rinnovo dell’Assegno di Inclusione non significa automaticamente che sia necessario sottoscrivere nuovamente il PAD. Se la situazione del nucleo familiare non è cambiata, il PAD già sottoscritto resta valido. Diversamente, se nel frattempo sono intervenute modifiche nella composizione del nucleo familiare o altre variazioni che incidono sul percorso, può essere necessario aggiornare la situazione e procedere con un nuovo adempimento.
Per questo è importante controllare la propria posizione prima di dare per scontato che non ci sia nulla da fare.
Come controllare cosa bisogna ancora fare
Per chi ha ricevuto il primo pagamento del rinnovo, il consiglio è quindi di verificare subito la propria posizione. Lo si può fare attraverso la piattaforma SISL, che dà notizia anche degli adempimenti da rispettare.
In sintesi, ricevere la prima rata del nuovo periodo dell’Assegno di Inclusione non fa scattare automaticamente un nuovo obbligo uguale per tutti, ma non significa nemmeno che non ci siano più adempimenti.
Il passaggio più importante è verificare la convocazione o fissare l’appuntamento con i Servizi Sociali entro i 120 giorni, mentre il PAD resta valido se non ci sono variazioni che ne richiedano l’aggiornamento. Chi è soggetto all’obbligo di attivazione lavorativa dovrà inoltre verificare gli eventuali adempimenti con il Centro per l’Impiego.




