Buoni Pasto a Docenti e ATA, Nuovo Stop: gli Impegni del Governo Restano Sulla Carta

Buoni

Si allontana, almeno per il momento, la possibilità di riconoscere i buoni pasto al personale scolastico. L’emendamento presentato da Alleanza Verdi e Sinistra al Decreto PA 144/2026 è stato dichiarato inammissibile, interrompendo nuovamente il percorso della misura.

La proposta riguardava docenti, educatori e personale ATA delle scuole statali. Il buono sarebbe spettato nelle giornate con un impegno lavorativo superiore a sei ore, considerando anche le attività funzionali all’insegnamento e gli altri adempimenti obbligatori collegati al servizio.

Previsti fino a 450 milioni di euro

L’emendamento non si limitava a riconoscere il principio, ma indicava anche le risorse necessarie. Dal 2027 sarebbe stato istituito un fondo presso il Ministero dell’Istruzione e del Merito, finanziato con 250 milioni di euro per il primo anno e 450 milioni annui dal 2028.

Criteri, importi e modalità di erogazione sarebbero stati definiti attraverso la contrattazione collettiva del comparto Istruzione e ricerca. La copertura finanziaria sarebbe arrivata dalla riduzione delle spese non obbligatorie del Ministero e dalle maggiori entrate recuperate attraverso il contrasto all’evasione fiscale.

Con la dichiarazione di inammissibilità, però, queste risorse non entrano nel provvedimento.

Gli impegni del Governo mai diventati realtà

Non è la prima volta che la questione arriva in Parlamento. Come ricordato nei mesi scorsi da TuttoLavoro24.it, già nel dicembre 2024 era stato accolto un ordine del giorno che impegnava il Governo a valutare il riconoscimento dei buoni pasto al personale ATA.

Un altro passaggio politico era arrivato nel 2025, quando era stato assunto l’impegno a favorire l’inserimento del beneficio nel contratto collettivo della scuola, estendendo la prospettiva anche ai docenti. Gli ordini del giorno, tuttavia, non hanno prodotto uno stanziamento né una norma direttamente applicabile. Finora, quindi, il personale scolastico non ha ricevuto nulla.

ANIEF rilancia la richiesta nel nuovo contratto

ANIEF porta avanti da tempo questa battaglia,. Il presidente Marcello Pacifico sostiene che il beneficio possa essere introdotto anche per via contrattuale, all’interno del CCNL 2025-2027, attualmente in corso di rinnovo per la parte normativa.

Secondo il sindacato, docenti e ATA sono rimasti tra i pochi dipendenti pubblici esclusi da questo benefit, pur svolgendo in molte giornate attività superiori alle sei ore. La richiesta è quella di superare una disparità rispetto agli altri comparti della Pubblica Amministrazione.

La partita, dunque, non è definitivamente chiusa. Dopo lo stop all’emendamento, però, resta soltanto la strada della contrattazione. Senza risorse aggiuntive e un preciso atto di indirizzo all’Aran, anche questa soluzione rischia di rimanere ancora una volta sulla carta.