Da qui alle vacanze di Natale, le giornate senza lezioni saranno poche e non saranno uguali per tutti. Due festività cadono di domenica, mentre le possibili pause del 2 novembre e del 7 dicembre dipendono dal calendario regionale o da quello adottato dalla scuola. A queste si aggiunge la festa del santo patrono, che cambia da Comune a Comune.
Ottobre: San Francesco non aggiunge un giorno di pausa
Il 4 ottobre 2026 sarà la prima festa nazionale di San Francesco d’Assisi dopo l’istituzione della ricorrenza con la legge 151/2025. La data, però, cade di domenica: le scuole saranno già chiuse e gli studenti non avranno un giorno di vacanza in più.
Nel periodo che precede Natale potrebbe esserci un’altra chiusura da considerare: la festa del santo patrono. Non ha una data unica nazionale, perché dipende dal Comune in cui si trova la scuola. Se cade in un giorno di lezione, può comportare la sospensione delle attività; se coincide con una domenica, non aggiunge una giornata libera. Per sapere quando ricorre, occorre controllare il calendario del proprio istituto.
Novembre: Ognissanti di domenica, attenzione al 2
Anche Ognissanti, il 1° novembre 2026, cade di domenica. La data da verificare è quindi lunedì 2 novembre. In alcune Regioni, tra cui Calabria e Sicilia, il calendario scolastico prevede la sospensione delle lezioni per la commemorazione dei defunti. In altre scuole si farà lezione, salvo adattamenti deliberati dall’istituto.
Dicembre: ponte dell’Immacolata e vacanze di Natale
L’Immacolata cade martedì 8 dicembre. Dove le lezioni sono sospese anche lunedì 7, ci sarà il primo ponte di questo periodo: per chi frequenta una scuola con il sabato libero, la pausa durerà da sabato 5 a martedì 8 dicembre. Il 7 dicembre è già previsto, per esempio, nei calendari di Piemonte, Calabria, Sicilia e Veneto.
L’ultima chiusura sarà quella natalizia. Le vacanze inizieranno il 23 o il 24 dicembre 2026, secondo la Regione, e arriveranno fino al 6 gennaio 2027. Prima di organizzare spostamenti o giorni di ferie, conviene dunque verificare il calendario della propria scuola: è lì che si trovano anche l’eventuale chiusura per il patrono e gli adattamenti locali.




