INPS: Assegno Più Alto a Ottobre, Arrivano Anche Arretrati per APE Sociale e Isopensione

Da ottobre 2026 alcuni titolari di APE Sociale, isopensione e altre prestazioni che accompagnano alla pensione possono ricevere un importo netto più alto. L’INPS applica automaticamente due agevolazioni fiscali previste dalla Legge di Bilancio 2025.

Non si tratta di un aumento dell’importo lordo della prestazione. Il netto cresce perché diminuiscono le tasse trattenute dall’INPS. Per alcuni beneficiari, il pagamento di ottobre comprende anche gli arretrati maturati dal 1° gennaio 2026.

Cosa cambia con il pagamento di ottobre

Le agevolazioni riguardano le prestazioni assoggettate alla tassazione ordinaria, tra cui:

  • APE Sociale;
  • isopensione;
  • assegni straordinari dei Fondi di solidarietà;
  • indennità collegate al contratto di espansione.

L’INPS applica il beneficio direttamente, senza bisogno di presentare una domanda. Gli arretrati riconosciuti a ottobre riguardano la somma aggiuntiva non imponibile spettante ai beneficiari con reddito complessivo fino a 20.000 euro.

Le indicazioni sono contenute nel messaggio INPS sulle prestazioni di accompagnamento alla pensione.

Perché il beneficio spetta anche prima della pensione

Ai fini di questa agevolazione, l’APE Sociale e l’isopensione non vengono considerate pensioni vere e proprie. Sono somme che accompagnano la persona fino al raggiungimento dei requisiti per la pensione.

Per questo l’INPS può applicare le agevolazioni fiscali previste per i redditi assimilati a quelli da lavoro dipendente. Quando il beneficiario inizierà a ricevere la pensione, questa specifica disciplina non potrà più essere utilizzata sull’assegno pensionistico.

Cosa spetta con un reddito fino a 20.000 euro

Chi possiede un reddito complessivo annuo non superiore a 20.000 euro può ricevere una somma aggiuntiva che non viene tassata.

Per calcolarla, l’INPS applica al reddito prodotto dalla prestazione una percentuale:

  • 7,1% fino a 8.500 euro;
  • 5,3% oltre 8.500 e fino a 15.000 euro;
  • 4,8% oltre 15.000 e fino a 20.000 euro.

Le percentuali non rappresentano un aumento mensile. Servono a calcolare il beneficio complessivo dell’anno.

Per esempio, con una prestazione annua di 15.000 euro e un reddito complessivo che non supera 20.000 euro, il beneficio teorico è pari a 795 euro. L’INPS lo riconosce attraverso un aumento del netto e, a ottobre, può pagare anche le somme maturate da gennaio.

Cosa spetta tra 20.000 e 40.000 euro

Chi supera 20.000 euro ma non oltrepassa 40.000 euro di reddito complessivo può ottenere un’ulteriore detrazione IRPEF.

La detrazione arriva fino a 1.000 euro annui per i redditi non superiori a 32.000 euro. Tra 32.000 e 40.000 euro diminuisce gradualmente, fino ad azzerarsi.

I 1.000 euro sono il massimo riconoscibile per dodici mesi di prestazione. Per esempio, chi ha ricevuto l’APE Sociale o l’isopensione per sei mesi può ottenere, in presenza degli altri requisiti, una detrazione massima di circa 500 euro.

Chi resta escluso e cosa controllare

L’agevolazione non si applica alle pensioni ordinarie, alle prestazioni equiparate alle pensioni e alla previdenza complementare.

Non occorre presentare domanda, ma conviene controllare il cedolino nell’area personale MyINPS. Alla fine dell’anno l’Istituto verificherà il reddito effettivo: se il beneficio risulterà superiore a quello spettante, la differenza potrà essere recuperata con il conguaglio fiscale.