Lasciare il lavoro prima della pensione diventa possibile anche per una platea finora penalizzata: i lavoratori con contributi versati soltanto dal 1996. La circolare INPS n. 104 del 29 settembre 2026 chiarisce come utilizzare gli strumenti di accompagnamento verso la pensione di vecchiaia e quella anticipata contributiva.
La novità riguarda l’isopensione e l’assegno straordinario dei fondi di solidarietà bilaterali. Si tratta di prestazioni che sostengono economicamente il lavoratore durante gli anni che separano l’uscita dall’azienda dalla decorrenza della pensione.
Chi può lasciare il lavoro in anticipo
Il chiarimento interessa i cosiddetti contributivi puri, cioè chi ha il primo accredito contributivo dal 1° gennaio 1996.
Per questi lavoratori, oggi, la pensione di vecchiaia richiede almeno 67 anni, 20 anni di contributi e un assegno non inferiore all’assegno sociale: 546,24 euro lordi mensili nel 2026.
L’anticipata contributiva prevede invece almeno 64 anni, 20 anni di contributi effettivi e una pensione pari almeno a tre volte l’assegno sociale: 1.638,72 euro mensili. Per le donne la soglia scende a 1.529,47 euro con un figlio e a 1.420,22 euro con almeno due figli.
Questi limiti economici avevano ostacolato gli esodi: stabilire con anni di anticipo se la pensione futura avrebbe raggiunto l’importo richiesto presentava margini di incertezza.
La verifica si fa quando inizia lo scivolo
L’INPS supera il problema attraverso una verifica effettuata all’ingresso nell’esodo. L’importo della prestazione di accompagnamento deve raggiungere la soglia richiesta, determinata utilizzando il valore dell’assegno sociale vigente in quel momento.
Il calcolo considera i contributi già maturati e il coefficiente di trasformazione corrispondente all’età del lavoratore alla data di accesso allo scivolo.
Secondo le valutazioni statistiche e attuariali richiamate dall’Istituto, il superamento della soglia iniziale indica che il requisito sarà soddisfatto anche al pensionamento. Restano da verificare i requisiti anagrafici e contributivi previsti per la futura decorrenza.
Attenzione però all’anticipata contributiva: dal 2030 la soglia ordinaria salirà a 3,2 volte l’assegno sociale. Per un pensionamento nel 2031, usando il valore 2026, il riferimento sarebbe circa 1.747,97 euro. Restano le riduzioni previste per le lavoratrici con figli.
Quando valgono i sette anni
L’isopensione consente normalmente un accompagnamento fino a quattro anni, esteso a sette per le decorrenze entro il 2026. L’assegno straordinario può arrivare a cinque anni.
Non nasce quindi una pensione anticipata richiedibile liberamente da tutti: occorre rientrare nei percorsi di esodo previsti.
Le istruzioni sono immediatamente applicabili all’isopensione. Per gli assegni straordinari, invece, i comitati dei fondi devono deliberare le modalità di accesso tenendo conto delle regole INPS condivise con il ministero del Lavoro.




