Piccolo Prestito INPS ai Pensionati Fino a 8 Mensilità: Ecco Come Averli

Il Piccolo prestito INPS può rappresentare una soluzione interessante per i pensionati pubblici che hanno bisogno di liquidità senza rivolgersi direttamente a banche o finanziarie. Ma c’è un requisito fondamentale che spesso viene trascurato: non basta essere pensionati della Pubblica Amministrazione. Per accedere al finanziamento occorre essere iscritti alla Gestione Unitaria delle prestazioni creditizie e sociali, il cosiddetto Fondo Credito INPS.

È proprio l’iscrizione al Fondo a consentire l’accesso ai piccoli prestiti concessi direttamente dall’Istituto. L’INPS conferma infatti che il servizio è rivolto ai dipendenti pubblici e ai pensionati iscritti alla Gestione Unitaria.

Pensionati pubblici, essere ex dipendenti PA non basta

Il primo controllo da fare prima di presentare la domanda riguarda quindi la propria posizione nei confronti del Fondo Credito.

La Gestione Unitaria delle prestazioni creditizie e sociali finanzia diverse prestazioni a favore di dipendenti e pensionati pubblici: prestiti, mutui, interventi di welfare, sostegno allo studio e altre prestazioni sociali.

Dal 12 gennaio 2025 l’adesione può essere effettuata senza più un termine temporale prestabilito. Per i pensionati la contribuzione al Fondo è pari allo 0,15% della pensione; l’adesione è irrevocabile. Nessun contributo è invece dovuto quando la pensione è pari o inferiore al trattamento minimo previsto dal Fondo pensioni lavoratori dipendenti.

Attenzione: dopo l’adesione può essere necessario attendere un anno

C’è però un altro elemento molto importante.

Il pensionato che aderisce oggi alla Gestione Unitaria, in assenza di una precedente iscrizione mantenuta senza interruzioni, deve attendere un anno dall’iscrizione prima di poter accedere alle prestazioni creditizie.

La situazione è diversa per chi aveva già aderito durante il servizio e ha mantenuto l’iscrizione senza soluzione di continuità nel passaggio alla pensione: in questo caso viene considerata l’anzianità di iscrizione già maturata.

Questo significa che prima di avviare la pratica conviene verificare sul portale INPS se sulla pensione risulta già presente la trattenuta relativa al Fondo Credito.

Quanto si può chiedere con il Piccolo prestito INPS

In determinate condizioni il finanziamento può arrivare alla doppia mensilità per ogni anno di ammortamento. Si può quindi arrivare fino a 8 mensilità nette di pensione con rimborso in 48 mesi.

Questa possibilità è però prevista quando il richiedente non ha altre trattenute in corso sulla pensione e, per i pensionati, resta comunque fermo il limite del quinto cedibile.

Le rate comprendono capitale e interessi. Sull’importo lordo vengono inoltre applicate spese di amministrazione dello 0,50% e il premio per il Fondo rischi, determinato anche in base all’età alla scadenza e alla durata del finanziamento.

Il tasso applicabile dipende dalla Gestione di appartenenza ed è indicato nelle tabelle INPS aggiornate.

Per il pensionato l’importo viene accreditato sullo stesso IBAN utilizzato per il pagamento della pensione, mentre il rimborso avviene attraverso trattenute mensili. La prima rata viene applicata dal secondo mese successivo a quello dell’erogazione.

Come presentare la domanda online all’INPS

La domanda può essere presentata direttamente sul portale INPS accedendo con SPID, CIE o CNS e cercando il servizio “Piccolo prestito – Domanda”.

Il servizio è disponibile direttamente ai cittadini e non va confuso con la semplice simulazione del prestito.

Prima ancora di calcolare l’importo ottenibile, però, il pensionato dovrebbe controllare il dato decisivo: l’iscrizione al Fondo Credito.

Perché essere pensionati pubblici, da solo, non dà automaticamente diritto al Piccolo prestito INPS. È l’adesione alla Gestione Unitaria delle prestazioni creditizie e sociali ad aprire concretamente l’accesso a questa forma di finanziamento.