Passo avanti per il rinnovo del contratto di circa 430mila appartenenti alle Forze di polizia e alle Forze armate. Il Consiglio dei ministri del 2 ottobre 2026 ha approvato le ipotesi di accordo relative al triennio 2025-2027, che prevedono incrementi stipendiali e nuove tutele per i lavoratori con figli.
Il via libera riguarda il personale non dirigenziale delle Forze di polizia, sia a ordinamento civile sia militare, e il personale non dirigente delle Forze armate. Le intese erano state sottoscritte il 15 luglio 2026, al termine delle trattative tra la delegazione pubblica e le rappresentanze sindacali.
Aumenti medi di 189 euro: cosa comprende la cifra
Secondo il comunicato del Governo, gli accordi riconoscono un beneficio medio mensile a regime di circa 189 euro. All’interno di questa somma, 173,50 euro riguardano lo stipendio e le indennità fisse e continuative.
La cifra rappresenta una media: non significa che ogni poliziotto o militare riceverà lo stesso aumento. Per conoscere l’incremento spettante alla singola posizione occorrerà fare riferimento alle tabelle e alle disposizioni degli accordi recepiti.
Il rinnovo interviene anche sull’indennità mensile pensionabile delle Forze di polizia e sull’importo aggiuntivo pensionabile delle Forze armate. Vengono inoltre rideterminati i compensi per il lavoro straordinario, una voce rilevante per il personale impegnato nei servizi operativi.
Il comunicato non indica una data di accredito degli aumenti e non quantifica gli eventuali arretrati individuali. L’approvazione, quindi, non consente ancora di stabilire in quale cedolino saranno visibili le nuove somme.
Tre giorni aggiuntivi alla nascita di un figlio
Le intese contengono anche misure per rafforzare la tutela della genitorialità e agevolare la gestione degli impegni familiari.
In occasione della nascita di un figlio sono previsti tre ulteriori giorni di congedo o di licenza straordinaria. Il rinnovo estende inoltre gli istituti di congedo parentale fino al quattordicesimo anno di età del figlio.
Le modalità di utilizzo e le condizioni applicabili dovranno essere verificate nelle disposizioni contrattuali: l’estensione del limite di età non significa automaticamente che tutti i periodi di assenza siano retribuiti nella stessa misura.
Quando il rinnovo arriverà in busta paga
Dopo l’approvazione delle ipotesi di accordo da parte del Consiglio dei ministri, i contenuti saranno recepiti attraverso decreti del Presidente della Repubblica.
È questo il passaggio indicato dal Governo per dare seguito alle intese. Per conoscere decorrenze economiche, importi per grado e qualifica e tempi di pagamento sarà quindi necessario consultare i decreti e le successive istruzioni delle amministrazioni competenti.




