Bonus 530 Euro INPS, Nuove Domande Accolte: Nuovi Fondi per il Reddito di Libertà

Per alcune donne che avevano presentato domanda per il Reddito di Libertà ma erano rimaste fuori per mancanza di fondi può arrivare una nuova possibilità. Con il messaggio n. 3110 del 2 ottobre, l’INPS ha infatti comunicato un trasferimento straordinario di 3,9 milioni di euro per il 2026.

Tale trasferimento è stato deciso dal Dipartimento per le Pari Opportunità dopo aver verificato che in alcune Regioni le risorse disponibili non erano sufficienti a coprire tutte le richieste ammissibili.

Chi può ricevere il Reddito di Libertà e quanto spetta

Il Reddito di Libertà è destinato alle donne vittime di violenza che si trovano in una condizione di bisogno economico, con o senza figli, prese in carico da un centro antiviolenza riconosciuto dalla Regione e dai servizi sociali.

La misura serve a sostenere il percorso di uscita dalla violenza e di conquista dell’autonomia economica e personale. Tra le spese che possono essere sostenute rientrano prioritariamente quelle legate all’autonomia abitativa, alla riacquisizione dell’autonomia personale e al percorso scolastico e formativo dei figli.

Dal 2026 l’importo massimo è salito a 530 euro al mese per un massimo di 12 mensilità, quindi fino a 6.360 euro complessivi. Il pagamento viene effettuato dall’INPS in un’unica soluzione.

Le domande possono essere presentate durante tutto l’anno, dal 1° gennaio al 31 dicembre, attraverso il Comune di riferimento.

Arrivano nuovi fondi per le domande di Reddito di Libertà rimaste inevase

Il nuovo stanziamento non cambia le regole della misura, ma aumenta le risorse disponibili. Per il 2026 erano già stati messi a disposizione 16,5 milioni di euro. Durante il monitoraggio, però, è emerso che in alcune Regioni il numero delle domande ammissibili era superiore alle risorse disponibili.

Da qui la decisione di trasferire all’INPS altri 3,9 milioni di euro.

La novità è importante soprattutto per le donne che hanno già presentato una domanda per il 2026 e che, pur avendo i requisiti, non hanno ricevuto il beneficio perché il budget della propria Regione era terminato. Infatti, l’INPS ha aggiornato le disponibilità regionali e utilizzerà queste nuove risorse proprio per finanziare le domande 2026 ammissibili che erano rimaste prive di copertura finanziaria.

Non è quindi previsto che le interessate debbano presentare una nuova richiesta soltanto perché sono arrivati i fondi aggiuntivi.

Come vengono distribuiti i 3,9 milioni tra le Regioni

I nuovi fondi non vengono distribuiti in modo uguale tra tutte le Regioni. Il criterio utilizzato è quello previsto dal decreto del 2 dicembre 2024: le risorse vengono ripartite in proporzione alla popolazione femminile residente tra i 18 e i 67 anni, sulla base dei dati Istat al 1° gennaio 2024.

Lo stesso criterio è stato richiamato dal decreto interministeriale del 17 settembre 2025, che ha stabilito la ripartizione dell’ulteriore milione di euro annuo previsto dalla legge di Bilancio 2025.

In pratica, maggiore è la popolazione femminile nella fascia considerata, maggiore è la quota assegnata alla Regione. Il meccanismo serve quindi a distribuire le risorse in base alla dimensione della platea potenzialmente interessata dalla misura.

Le 10 Regioni che ricevono più finanziamento

L’Allegato 1 al messaggio INPS n. 3110 indica la ripartizione dei 3,9 milioni di euro aggiuntivi tra le Regioni. Seguendo lo stesso criterio demografico previsto dai decreti, le quote maggiori vanno alle Regioni con la popolazione femminile più numerosa nella fascia 18-67 anni.

Le prime dieci sono:

  1. Lombardia: circa 669.600 euro
  2. Lazio: circa 394.100 euro
  3. Campania: circa 389.600 euro
  4. Sicilia: circa 326.000 euro
  5. Veneto: circa 324.300 euro
  6. Emilia-Romagna: circa 298.000 euro
  7. Piemonte: circa 279.700 euro
  8. Puglia: circa 265.100 euro
  9. Toscana: circa 243.900 euro
  10. Calabria: circa 124.800 euro.

Ultime, per quantità di risorse aggiuntive, Val d’Aosta, Molise e Basilicata.

Un nuovo finanziamento che racconta quanto è ancora grande il problema

Il nuovo stanziamento può permettere di sbloccare domande già ammissibili che erano rimaste ferme per la mancanza di risorse. È una notizia positiva per le donne che potranno finalmente ricevere il sostegno previsto.

Ma c’è anche un altro aspetto da non trascurare. Il Reddito di Libertà nasce per aiutare le donne vittime di violenza a ricostruire la propria indipendenza economica, trovare una maggiore autonomia abitativa e affrontare il percorso di uscita dalla violenza. Il fatto che, a pochi mesi dall’avvio delle domande 2026, sia stato necessario un rifinanziamento straordinario da 3,9 milioni di euro perché in alcune Regioni i fondi non bastavano è anche un segnale della dimensione del bisogno.

In altre parole, avere più risorse significa poter aiutare più donne. Ma il ricorso a un finanziamento straordinario ricorda anche quanto sia ancora diffuso il problema della violenza e quanto sia importante garantire continuità agli strumenti che permettono alle vittime di diventare economicamente indipendenti.