L’inflazione sale e cresce l’attesa per gli aumenti delle pensioni da gennaio 2027. Ma quanto potrebbe arrivare sul cedolino? Con una rivalutazione del 3,1% o del 3,4%, una pensione da 1.000 euro lordi guadagnerebbe 31 o 34 euro al mese. Per minime, assegno sociale e invalidità civile gli incrementi sarebbero più contenuti.
Si tratta di simulazioni: la percentuale ufficiale sarà stabilita dal decreto sulla rivalutazione, mentre la legge di bilancio potrà introdurre ulteriori interventi.
Inflazione al 4,2%: quale dato conta per le pensioni
L’ultimo comunicato Istat indica un’inflazione annua del 4,2% e un’inflazione media acquisita per il 2026 del 3,1%. Per aggiornare le pensioni, però, conta la media annua dell’indice FOI.
Il dato FOI del 3,4% non rappresenta quindi automaticamente l’aumento che scatterà a gennaio. Utilizzando, per i calcoli, due possibili tassi del 3,1% e del 3,4%, possiamo vedere quanto cambierebbero gli assegni.
Pensioni minime: attenzione alla differenza tra base ed extra
Il trattamento minimo base è oggi di 611,85 euro mensili. Con il 3,1% salirebbe a 630,82 euro; con il 3,4% arriverebbe a 632,65 euro.
L’aumento sarebbe di circa 19-21 euro al mese, calcolato sulla base attuale. Tra le due ipotesi la differenza è di appena 1,83 euro.
Chi oggi percepisce circa 619 euro riceve anche l’incremento aggiuntivo previsto dalla manovra. Per conoscere l’importo complessivo del 2027 bisognerà verificare se questo extra sarà confermato.
Assegno sociale e invalidità civile: gli incrementi possibili
L’assegno sociale, pari a 546,24 euro, potrebbe raggiungere 563,17 euro con il 3,1%, oppure 564,81 euro con il 3,4%. L’incremento sarebbe di circa 17-19 euro mensili.
Per l’invalidità civile, l’importo base di 340,71 euro salirebbe rispettivamente a 351,27 o 352,29 euro: circa 10-12 euro in più. Restano separate le eventuali maggiorazioni sociali e l’incremento al milione per gli invalidi totali.
Quanto aumenta una pensione da 1.000, 2.000 o 3.000 euro
Gli incrementi mensili sarebbero:
- 1.000 euro lordi: 31 oppure 34 euro;
- 2.000 euro lordi: 62 oppure 68 euro;
- 3.000 euro lordi: circa 91 oppure 100 euro.
Per gli assegni più elevati la rivalutazione si riduce per scaglioni: piena fino a quattro volte il minimo, poi al 90% e al 75%.
C’è infine il fisco: per chi paga imposte, gli aumenti indicati sono lordi. Inoltre, la perequazione recupera i rincari già sostenuti e non garantisce automaticamente una maggiore capacità di spesa. Bollette, carburanti e acquisti quotidiani possono aver assorbito il beneficio prima ancora che arrivi sul cedolino.




