Per milioni di persone che ogni giorno assistono un familiare non autosufficiente potrebbe arrivare un sostegno in più. La legge dedicata ai caregiver familiari ha ottenuto il primo via libera della Camera e introduce nuove tutele per chi si prende cura di un proprio caro, spesso rinunciando al lavoro e a una parte importante della propria vita. Tra le misure più attese c’è un contributo economico esentasse che può arrivare fino a 400 euro al mese. Ma non sarà destinato a tutti: sono previsti requisiti precisi, legati alla situazione economica e all’impegno richiesto dall’assistenza.
Legge caregiver, arriva il primo sì della Camera: che cosa cambia
Il disegno di legge sul riconoscimento e la tutela dei caregiver familiari segna un passaggio importante per chi assiste quotidianamente persone con disabilità grave o non autosufficienti. L’obiettivo è riconoscere il ruolo di chi si occupa di un familiare e offrire strumenti di sostegno sia economici sia pratici.
In Italia sono milioni le persone che svolgono questa attività, spesso senza un aiuto sufficiente e con conseguenze sulla propria vita lavorativa, familiare e personale. La nuova normativa punta a riconoscere formalmente questa figura e a individuare forme di supporto per chi sostiene il carico assistenziale più pesante.
Il primo via libera parlamentare, tuttavia, non significa che le nuove misure siano già operative. Per diventare legge, il provvedimento deve completare l’iter previsto e arrivare all’approvazione definitiva. Le disposizioni economiche sono programmate a partire dal 2027, secondo i requisiti e le procedure stabiliti.
Bonus caregiver fino a 400 euro al mese: come funziona il contributo
La novità principale è il contributo economico destinato ai caregiver familiari che si trovano nelle condizioni più difficili. La misura può raggiungere un massimo di 400 euro mensili, per un totale di 4.800 euro all’anno e 1.200 euro a trimestre. Il pagamento è infatti previsto ogni tre mesi, in forma posticipata.
Il contributo è riconosciuto per ciascun assistito, fino a un massimo di due, ed è esentasse. Quindi non concorre, secondo le disposizioni previste, alla formazione del reddito. È pensato per riconoscere almeno in parte l’impegno di chi dedica gran parte del proprio tempo all’assistenza di un familiare.
L’importo massimo non sarà però automatico per tutti gli aventi diritto. La somma effettiva dipenderà dai requisiti previsti e dalle risorse disponibili, secondo le modalità che saranno definite per l’applicazione della misura.
ISEE e reddito: chi può ricevere i 400 euro
In base all’intensità dell’assistenza, la riforma individua quattro profili caregiver:
- Caregiver prevalente: almeno 91 ore settimanali di assistenza, convivente con la persona assistita in condizione di non autosufficienza.
- Caregiver convivente: almeno 30 ore settimanali, ma meno di 91.
- Caregiver non convivente: almeno 30 ore settimanali.
- Caregiver con impegno ridotto: almeno 10 ore settimanali e meno di 30.
Per accedere all’indennità sono previsti anche dei requisiti. Per esempio, serve un ISEE non superiore a 25.000 euro. È previsto un trattamento più favorevole per chi rientra nella fascia fino a 15.000 euro. Solo il caregiver prevalente potrà accedere all’importo massimo. La legge spiega anche il meccanismo di calcolo.
Non basterà quindi assistere un genitore anziano, il coniuge o un figlio con disabilità per ottenere automaticamente il contributo. Sarà necessario rientrare nella definizione di caregiver prevista dalla normativa e rispettare la soglia ISEE.
Non solo soldi: smart working, permessi e ferie solidali
La riforma non si concentra soltanto sull’aiuto economico. Un altro obiettivo è permettere a chi lavora di conciliare meglio l’attività professionale con l’assistenza a un familiare.
Tra le tutele previste rientrano strumenti per favorire una maggiore flessibilità dell’orario di lavoro e l’accesso al lavoro agile, quando compatibile con l’attività svolta e con le condizioni previste. È contemplata anche la possibilità di utilizzare ferie e permessi solidali ceduti dai colleghi, secondo le regole applicabili.
Un ulteriore aspetto riguarda il coinvolgimento del caregiver nei percorsi di cura della persona assistita. Chi presta assistenza ogni giorno conosce infatti bisogni, abitudini e difficoltà del familiare e può contribuire alle decisioni che lo riguardano.
L’obiettivo è evitare che il caregiver venga considerato soltanto come una figura di supporto informale, riconoscendone invece il ruolo all’interno dell’organizzazione dell’assistenza.
Le parole della ministra Locatelli
La ministra per le Disabilità Alessandra Locatelli ha sottolineato il valore del provvedimento per le persone che ogni giorno si prendono cura dei propri familiari, evidenziando la necessità di accompagnarle e sostenerle attraverso interventi concreti. Lo ha fatto tramite social:

Il primo sì della Camera rappresenta quindi un passaggio importante, ma per i caregiver sarà fondamentale capire quando le nuove tutele diventeranno effettive e come presentare la domanda per il contributo economico.
Per chi attende un aiuto, il punto centrale resta questo: fino a 400 euro al mese potranno essere riconosciuti soltanto ai caregiver che soddisfano i requisiti previsti. Le procedure, i tempi e le modalità operative dovranno essere verificati sulla base del testo definitivo e delle successive indicazioni ufficiali.




