Metalmeccanici, 1.000 Euro e Aumenti Legati al Costo della Vita: la Piattaforma Alternativa per Stellantis

Metalmeccanici

La Fiom-Cgil sceglie una strada diversa per il futuro contratto dei lavoratori di Stellantis, Iveco, Cnh Industrial e Ferrari. Con un comunicato del 15 ottobre il sindacato “rosso” ha annunciato la preparazione di proprie piattaforme rivendicative, alternative a quella già presentata da Fim, Uilm, Fismic, Uglm e Aqcfr per il rinnovo del Contratto collettivo specifico di lavoro, il Ccsl, in scadenza il 31 dicembre 2026.

La proposta completa deve ancora essere illustrata negli stabilimenti e votata dai lavoratori. Le prime indicazioni, però, delineano una linea precisa: salari collegati al costo della vita, recupero automatico dell’inflazione, un importo una tantum di 1.000 euro e il superamento dell’attuale sistema contrattuale.

Una piattaforma alternativa per i metalmeccanici

La piattaforma delle organizzazioni firmatarie del Ccsl prevede, per il biennio 2027-2028, aumenti della paga base del 3,3% all’anno, pari complessivamente a circa 150 euro medi mensili. La Fiom, che non ha mai firmato il contratto specifico applicato nei quattro gruppi, propone invece un’impostazione differente.

La scelta della Fiom arriva all’indomani della presentazione della piattaforma degli altri sindacati e rende evidente la presenza di due percorsi distinti. Da una parte il rinnovo del Ccsl esistente; dall’altra un progetto che mira a cambiare sia la struttura salariale sia le regole delle relazioni industriali.

Secondo il sindacato, gli stipendi dovranno essere allineati all’aumento del costo della vita, andando anche oltre e prevedendo un recupero annuale quando l’inflazione registra nuovi balzi. L’obiettivo dichiarato è impedire che gli aumenti dei prezzi riducano nuovamente il valore reale delle retribuzioni.

Possibile riferimento al sistema Federmeccanica

La formulazione utilizzata dalla Fiom richiama, almeno nei principi, il sistema previsto dal contratto nazionale Federmeccanica-Assistal. In quel caso gli aumenti dei minimi sono legati anche all’IPCA-NEI, l’indice dei prezzi al consumo armonizzato europeo depurato dei beni energetici importati, utilizzato per adeguare le retribuzioni all’inflazione effettiva.

Non è ancora possibile affermare che la Fiom voglia trasferire esattamente questo meccanismo nel contratto Stellantis. Il sindacato non ha indicato l’indice da utilizzare, le date degli adeguamenti o l’eventuale presenza di aumenti minimi garantiti. Il riferimento all’allineamento annuale, tuttavia, apre alla possibilità di una formula simile, capace di correggere gli scostamenti tra incrementi pattuiti e inflazione reale.

Richiesti anche 1.000 euro una tantum

Accanto agli aumenti strutturali, la Fiom annuncia la richiesta di un’una tantum di 1.000 euro, da corrispondere rapidamente per compensare la perdita di potere d’acquisto subita negli ultimi due anni.

La piattaforma riguarderà anche orari, organizzazione del lavoro, tutele normative e prospettive produttive e occupazionali. La Fiom considera necessario superare il Ccsl, giudicato troppo limitante per il confronto e la negoziazione delle condizioni dei dipendenti.

Le richieste saranno adesso presentate nelle assemblee di tutti gli stabilimenti. Saranno poi i lavoratori di Stellantis, Iveco, Cnh e Ferrari a discuterle e decidere attraverso il voto se affidare alla Fiom questo mandato negoziale per i prossimi anni.