Il 5 novembre 2025 è stata sottoscritta — da parte delle sigle sindacali firmatarie e ARAN — l’ipotesi di rinnovo del contratto nazionale del comparto Istruzione e Ricerca 2022-2024.
Tuttavia, la firma dell’ipotesi non coincide con la firma definitiva del contratto. Senza la registrazione formale e l’iter di controllo previsto — a cominciare dal passaggio presso Corte dei Conti per la verifica della copertura finanziaria — l’accordo resta solo un’intesa preliminare e non ha ancora effetti operativi.
Il risultato è che, allo stato attuale, gli arretrati promessi al personale docente, ATA e DSGA non hanno ancora una data certa di pagamento.
Perché gli arretrati rischiano di slittare: l’ostacolo politico-burocratico
Il motivo del ritardo non sarebbe di natura tecnica, ma politica e organizzativa: dopo il 5 novembre, il governo non ha ancora trasmesso l’ipotesi del contratto alla Corte dei Conti — passaggio obbligato per la registrazione.
Inoltre, l’agenda governativa non prevede nuove riunioni del Consiglio dei Ministri in tempi brevi, anche per via delle tensioni legate alle recenti campagne elettorali regionali in alcune Regioni (tra cui quella di alcuni docenti).
Tutto questo significa che non è credibile un pagamento degli arretrati entro dicembre 2025, termine su cui molti avevano sperato.
Quali scenari per l’emissione degli arretrati via NoiPA
Solo dopo la registrazione ufficiale del contratto e la firma definitiva tra ARAN e sindacati, potrà partire l’iter tecnico di ricalcolo degli stipendi e dei conguagli per gli arretrati.
In questo contesto, se il passaggio alla Corte dei Conti dovesse tardare — come sembrano indicare le attuali decisioni politiche — l’emissione del cosiddetto “cedolino arretrati” da parte di NoiPA potrebbe slittare al 2026.
Per il personale (docenti, ATA, DSGA) significa che — nonostante la firma — non c’è garanzia di veder accreditato alcunché entro la fine dell’anno in corso.
Quali importi erano stati ipotizzati (con sorpresa del rinvio)
Ecco gli incrementi che riceveranno gli insegnanti presumibilmente a febbraio 2024:

Tali somme erano intese come saldo del triennio contrattuale 2022-2024, dopo l’anticipo già erogato nei mesi precedenti.
Ecco gli aumenti del personale ATA:

Tuttavia, con il rinvio della registrazione, quelle cifre rimangono — al momento — solo previsionali.
Ecco, invece, cos’è previsto per gli AFAM:

Cosa significa per docenti e ATA: un clima di attesa e incertezza
- Incertezza sui tempi: la mancanza di trasmissione alla Corte dei Conti e il rinvio politico-burocratico lasciano senza data certa l’erogazione degli arretrati.
- Possibile slittamento al 2026: se l’iter non riprenderà presto, molti lavoratori rischiano di dover attendere il nuovo anno per vedere il saldo.
- Delusione sugli importi attesi: somme promesse, seppure modeste (700–1.000 €), restano “sospese”, alimentando frustrazione rispetto alle attese di maggiore giustizia retributiva.




