HomeEvidenzaAssegno di Inclusione, Attenzione: Omissioni all’INPS Fanno Arrivare la Finanza

Assegno di Inclusione, Attenzione: Omissioni all’INPS Fanno Arrivare la Finanza

Non tutti i percettori dell’Assegno di Inclusione lo sanno, ma anche una singola dimenticanza può trasformarsi in un problema serio. Una variazione di reddito non comunicata, un nuovo componente in famiglia ignorato o un requisito che cambia possono far scattare controlli, sanzioni e perfino obblighi di restituzione delle somme.

Recenti accertamenti della Guardia di Finanza lo dimostrano chiaramente.

Assegno di Inclusione: perché bisogna comunicare ogni variazione all’INPS

Chi percepisce l’Assegno di Inclusione ha l’obbligo di aggiornare l’INPS ogni volta che avviene una variazione che può influire sul diritto o sull’importo della prestazione. Tra queste:

  • aumento del reddito di uno o più componenti;
  • ingresso o uscita di un familiare dal nucleo;
  • modifica della situazione patrimoniale;
  • in presenza di cittadini stranieri, variazioni nei requisiti di residenza e soggiorno.

Quando queste informazioni non vengono comunicate, l’INPS continua a erogare la prestazione su basi non aggiornate. E, alla successiva verifica, può scattare:

  • revoca del beneficio,
  • recupero delle somme,
  • segnalazione alla Procura, nei casi più gravi, quando viene accertata la volontà di ottenere il sussidio in modo fraudolento.

Il caso: dopo i controlli scoperte 60 irregolarità

Nella Provincia di Barletta Andria Trani, in Puglia, la Guardia di Finanza ha controllato 180 percettori di sostegni al reddito, tra cui Assegno di Inclusione ed ex Reddito di Cittadinanza, individuando 60 casi di irregolarità penalmente rilevanti.

Le verifiche hanno fatto emergere:

  • richieste presentate con dichiarazioni false, anche da parte di stranieri che non possedevano i requisiti minimi di permanenza sul territorio italiano;
  • beneficiari che non avevano comunicato variazioni di reddito;
  • nuclei che non avevano dichiarato altri componenti percettori di reddito.

Il totale delle somme ottenute indebitamente tramite tali pratiche scorrette ammonta a circa 420.000 euro, che dovranno essere restituite all’INPS.

Cosa insegna questo caso ai percettori dell’Assegno di Inclusione

Questa operazione mostra chiaramente che i controlli non si limitano alla fase di richiesta del beneficio: l’INPS e la Guardia di Finanza incrociano continuamente dati e indicatori di rischio. Inoltre, anche chi non ha agito con intenzione fraudolenta può incorrere in revoche e recuperi se non aggiorna correttamente la propria posizione.

La regola è semplice: ogni variazione va comunicata subito. Non farlo, come visto, può esporre a conseguenze economiche molto pesanti.

Come evitare problemi: le buone pratiche da seguire

Per non rischiare, chi percepisce l’Assegno di Inclusione dovrebbe:

  • aggiornare tempestivamente la domanda in caso di nuovi lavori, aumenti, collaborazioni o redditi occasionali;
  • modificare la DSU/ISEE e la domanda in caso di cambiamenti nel nucleo familiare;
  • controllare periodicamente l’area personale INPS per eventuali comunicazioni;
  • evitare di sottovalutare anche variazioni che sembrano “piccole”: essendo i requisiti dell’AdI molto stringenti, anche una piccola modifica può far saltare il diritto alla percezione del beneficio.

La trasparenza è la miglior difesa: una comunicazione corretta evita problemi, sanzioni e malintesi.

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