Con la manovra 2026 prende forma un nuovo bonus dedicato ai giovani e alla cultura, destinato a sostituire le misure precedenti. Non partirà subito, ma i primi potenziali beneficiari sono già ben individuati.
Capire come funziona il Bonus Valore Cultura, però, richiede attenzione: tra requisiti, tempistiche e criteri di accesso, emergono già le prime perplessità. Vediamo meglio nel dettaglio.
Cos’è il Bonus Valore Cultura e quando arriva
Il Bonus Valore Cultura è una nuova carta elettronica istituita dalla manovra 2026 con l’obiettivo di favorire l’accesso alla cultura tra i giovani. La misura scatterà dal 1° gennaio 2027, ma riguarderà chi consegue il diploma di maturità a partire dal 2026.
La Carta:
- viene assegnata nell’anno successivo al diploma;
- sostituisce definitivamente la Carta della cultura giovani e la Carta del merito;
- dispone di uno stanziamento pari a 180 milioni di euro l’anno a decorrere dal 2027.
Le somme caricate sulla carta non costituiscono reddito imponibile e non rilevano ai fini ISEE, rendendo il bonus neutro dal punto di vista fiscale e assistenziale.
Cosa si può acquistare con la Carta Valore Cultura
Il Bonus Valore Cultura è pensato come uno strumento concreto per ampliare l’accesso ai consumi culturali. Con la carta si dovrebbero quindi poter acquistare:
- biglietti per spettacoli teatrali e cinematografici e spettacoli dal vivo;
- libri e prodotti dell’editoria;
- abbonamenti a quotidiani e periodici, anche in formato digitale;
- musica registrata;
- strumenti musicali;
- prodotti dell’editoria audiovisiva;
- ingressi a musei, mostre, eventi culturali, monumenti, gallerie, aree archeologiche e parchi naturali;
- corsi di musica, teatro, danza o lingua straniera.
Se confermato, l’elenco ricalcherebbe e amplierebbe le finalità delle precedenti carte cultura, puntando su una definizione estesa di partecipazione culturale.
Importo del bonus: cosa sappiamo finora
L’importo nominale del Bonus Valore Cultura non è ancora definito. Sarà stabilito con un decreto del ministro della Cultura, di concerto con il ministro dell’Economia, il ministro per lo Sport e i giovani e il ministro dell’Istruzione.
Il decreto dovrà essere adottato entro il 30 novembre 2026 e definirà:
- l’importo assegnato a ciascun beneficiario;
- i criteri di attribuzione;
- le modalità di utilizzo della carta.
Il testo prevede anche che il decreto possa essere aggiornato in futuro, qualora fosse necessario modificare gli importi per rispettare il limite dei 180 milioni di euro annui.
A chi spetta il Bonus Valore Cultura: i requisiti
La vera novità sta però nei requisiti. Il requisito centrale introdotto dal nuovo Bonus Valore Cultura riguarda l’età e il titolo di studio. Secondo quanto trapela dai principiali quotidiani, infatti, per accedere alla carta è necessario:
- aver conseguito il diploma di istruzione secondaria superiore;
- averlo ottenuto entro l’anno in cui si compiono 19 anni;
- aver conseguito il diploma a partire dall’annualità 2026.
Rispetto alle misure precedenti scompare quindi il vincolo legato al reddito, ma viene introdotto un criterio anagrafico e di percorso scolastico. In altre parole, non conta la situazione economica, ma il completamento della scuola superiore nei tempi previsti.
Le esclusioni che fanno discutere: scuole professionali e limiti d’età
Il nuovo Bonus Valore Cultura introduce un criterio chiaro, ma non privo di criticità. Il requisito del diploma entro i 19 anni comporta infatti alcune esclusioni automatiche.
Resterebbero fuori:
- chi ha ripetuto uno o più anni di scuola e si diploma dopo i 19 anni;
- chi ha interrotto il percorso scolastico e lo ha ripreso in un secondo momento;
- gli studenti delle scuole professionali che conseguono una qualifica, ma non un diploma di scuola superiore.
Parrucchieri, estetisti, meccanici, elettricisti, pasticcieri, panettieri, giardinieri e altri profili professionali, pur avendo seguito un percorso formativo e ottenuto una qualifica riconosciuta, non rientrerebbero nei beneficiari se privi del diploma.
Percorsi diversi, situazioni diverse
La criticità maggiore risiede proprio qui: non sempre un ritardo nel percorso scolastico dipende dal mancato o dal poco studio.
In alcuni casi, infatti, le bocciature o i rallentamenti possono essere legati a problemi di salute, difficoltà familiari o contesti personali complessi.
Il Bonus Valore Cultura introduce quindi un criterio oggettivo, necessario per delimitare la platea, ma che non distingue tra le diverse situazioni individuali. Tutti i casi vengono trattati allo stesso modo, indipendentemente dalle cause che hanno portato a un percorso scolastico non lineare.




