Una notizia che cambia le regole del gioco per migliaia di piccole attività. Con la Manovra 2026 arriva una semplificazione attesa da tempo: per molte professioni che producono rifiuti pericolosi, l’obbligo di iscrizione al Rentri viene di fatto superato. Un alleggerimento importante, pensato per ridurre burocrazia e adempimenti inutili per chi lavora ogni giorno sul territorio.
Chi non deve più iscriversi al Registro per la tracciabilità dei Rifiuti
La legge 199/2025, con l’articolo 1 comma 789, introduce una serie di esclusioni dall’obbligo di iscrizione al Rentri (Registro elettronico nazionale per la tracciabilità dei rifiuti), indipendentemente dal numero di dipendenti.
Stabilisce infatti che «Sono esclusi dall’obbligo di iscrizione al suddetto Registro elettronico nazionale:
a) i Consorzi ovvero i sistemi di gestione in forma individuale o collettiva, di cui all’articolo 237, comma 1 del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152;
b) i produttori di rifiuti a cui si applicano le disposizioni di cui all’articolo 190, commi 5 e 6».
Al comma 5 di suddetto articolo troviamo:
- gli imprenditori agricoli di cui all’articolo 2135 del codice civile, con un volume di affari annuo non superiore a ottomila euro,
- le imprese che raccolgono e trasportano i propri rifiuti non pericolosi, di cui all’articolo 212, comma 8,
- nonché, per i soli rifiuti non pericolosi, le imprese e gli enti produttori iniziali che non hanno più di dieci dipendenti.
Al comma 6 invece vengono citati “Gli imprenditori agricoli di cui all’articolo 2135 del codice civile produttori iniziali di rifiuti pericolosi, nonché i soggetti esercenti attività ricadenti nell’ambito dei codici ATECO 96.02.01, 96.02.02, 96.02.03 e 96.09.02 che producono rifiuti pericolosi“. Vediamo meglio di chi si tratta.
Parrucchieri, estetisti e tatuatori esclusi dal Rentri
In base a quanto stabilito dall’articolo 1, comma 789, della Legge di Bilancio 2026 (199/2025), quindi, non devono più iscriversi al Rentri:
- parrucchieri e barbieri,
- estetisti e istituti di bellezza,
- manicure e pedicure,
- tatuatori e piercer.
Si tratta infatti delle attività menzionate dall’articolo 190, comma 6, del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152. Ossia quelle con codici ATECO:
- 96.02.01 – Servizi dei saloni di barbiere e parrucchiere,
- 96.02.02 – Istituti di bellezza,
- 96.02.03 – Manicure e pedicure,
- 96.09.02 – Tatuaggi e piercing.
Queste attività rientrano già nelle esclusioni previste dal Testo Unico Ambientale (Dlgs 152/2006) per il registro di carico e scarico, e ora la stessa logica viene estesa anche al Rentri.
Esclusi anche i rifiuti di medici, dentisti e veterinari
La semplificazione non riguarda solo il mondo dell’estetica. Suddetto comma 6, articolo 190 del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152, nomina anche i soggetti aventi codice EER 18.01.03. Dunque sono esclusi dal Rentri anche:
- medici,
- dentisti,
- veterinari,
- altri professionisti sanitari.
Si tratta infatti di attività in cui si possono produrre rifiuti pericolosi come:
- aghi,
- siringhe,
- oggetti taglienti,
- materiali sanitari usati.
Sono inoltre esclusi i produttori di rifiuti pericolosi non rientranti in un’organizzazione di ente o impresa, cioè chi opera in forma individuale e con volumi ridotti.
Attenzione: l’esclusione vale solo a certe condizioni
Attenzione però, perché l’esclusione dall’iscrizione al Rentri non è automatica e senza regole. Per beneficiare della semplificazione, le attività devono:
- sostituire il registro di carico e scarico con la
- conservazione per almeno tre anni, in modo ordinato e progressivo:
- del formulario di identificazione del rifiuto,
- oppure del documento di conferimento rilasciato dal raccoglitore nell’ambito del circuito organizzato di raccolta.
In pratica: meno burocrazia digitale, ma resta l’obbligo di tracciabilità documentale.
Meno burocrazia per le piccole attività
L’obiettivo della Manovra 2026 è chiaro: alleggerire il carico di adempimenti per le piccole attività produttive, senza abbassare il livello di controllo ambientale.
Per parrucchieri, estetisti, tatuatori, manicure, medici, dentisti e veterinari significa una cosa sola: niente iscrizione al Rentri, purché siano rispettate le regole alternative di conservazione dei documenti.
Una semplificazione concreta che riduce costi, tempo e complessità, soprattutto per chi lavora ogni giorno sul campo.




