La Carta Docente è in arrivo e il suo importo sarà ridotto a 400 euro. Viene accantonata, per il momento l’ipotesi di un abbassamento a 375 euro, ipotizzato nelle scorse settimane.
Continuano ancora le esclusioni: anche nel 2026 gli ATA restano ai margini del Bonus per la formazione. La misura che serve a finanziare l’aggiornamento professionale non si estende infatti al personale amministrativo, tecnico e ausiliario, lasciato a pagare di tasca propria corsi, software e strumenti utili per il loro lavoro. Una situazione che continua a far discutere e che mette in evidenza una disparitĂ tra i diversi ruoli nella scuola.
Vediamo come funziona la Carta Docente, cosa cambia quest’anno e perché gli ATA restano esclusi.
Carta Docente 2026: cosa cambia per i docenti
Per gli insegnanti, la Carta Docente continua a rappresentare un aiuto concreto per formazione e aggiornamento. Grazie al Decreto Scuola 9 settembre 2025, n. 127, approvato definitivamente il 28 ottobre, la Carta è stata estesa anche a circa 190mila supplenti, inclusi quelli annuali e fino al termine delle attività didattiche, oltre al personale educativo.
Alcune novitĂ principali:
- La Carta può essere utilizzata per acquisto di hardware e software: alla prima erogazione e, successivamente, ogni quattro anni.
- Possibile utilizzo per servizi di trasporto di persone.
- Ogni anno, entro il 30 gennaio, un decreto interministeriale stabilisce criteri, modalità di assegnazione e importo nominale per ciascun docente, che può variare in base al numero di aventi diritto.
Tuttavia, la cifra per il 2026 non sarà di 500 euro, come negli anni precedenti. Questo perchè le risorse a disposizione dovranno essere divise tra una platea più ampia di beneficiari: è la legge della “coperta corta”.
I docenti beneficiari avranno dunque a disposizione 400 euro da spendere in strumenti e servizi per la formazione. E’ quanto prevede il Decreo in arrivo nei prossimi giorni, secondo quanto appreso in via ESCLUSIVA da TuttoLavoro24.it dalla dirigenza del Ministero dell’Istruzione.
Ancora una volta esclusi i supplenti brevi e saltuari.
ATA esclusi: la formazione obbligatoria resta a loro carico
Il personale ATA, pur essendo soggetto a formazione obbligatoria, non rientra tra i beneficiari della Carta Docente. Questo significa che per corsi, aggiornamenti e acquisti di strumenti necessari al lavoro, gli ATA devono sostenere personalmente le spese.
Secondo i sindacati, come la FLC CGIL, questa disparità è ingiusta e crea un divario tra docenti e personale amministrativo e tecnico, soprattutto considerando che la formazione è obbligatoria per tutti e fondamentale per il corretto svolgimento delle attività scolastiche.
Inoltre, per sollecitare l’attivazione delle carte, con un comunicato il sindacato ha annunciato di aver “giĂ dato mandato ai propri legali per presentare una diffida e messa in mora del MIM per chiedere il rispetto dei diritti dei docenti”.
Perché la Carta Docente tarda ad arrivare
Al momento, comunque, sono a bocca asciutta anche i docenti. Quest’anno, infatti, gli insegnanti si sono trovati a gennaio senza certezze sull’importo della Carta Docente 2026. Il decreto interministeriale, necessario per fissare importo e criteri, era atteso entro il 30 gennaio ma non è ancora stato emanato.
La sottosegretaria all’Istruzione Paola Frassinetti aveva chiarito già lo scorso ottobre che i ritardi derivano dall’allargamento della platea dei beneficiari, con l’inclusione dei supplenti, e dalla necessità di identificare tutti i destinatari prima dell’erogazione.
Cosa cambia per la prima volta nel 2026
Per i docenti, la Carta Docente del 2026 porta infatti alcune novitĂ :
- possibilitĂ di acquistare hardware e software anche per chi ha giĂ ricevuto la Carta in anni precedenti, con cadenza quadriennale;
- accesso esteso ai supplenti e al personale educativo;
- utilizzo per servizi di trasporto;
- importo annuale definito in base al numero effettivo di beneficiari.
Gli ATA, invece, restano esclusi e continuano a sostenere i costi della formazione da soli, una situazione che i sindacati chiedono di correggere da tempo.




