Arrivano novità importanti per i lavoratori del settore commercio: la Fondazione studi dei Consulenti del lavoro ha pubblicato indicazioni su come applicare l’imposta sostitutiva del 5% sugli aumenti contrattuali previsti dai rinnovi CCNL firmati tra il 2024 e il 2026.
Secondo le prime simulazioni, alcuni dipendenti del commercio potranno vedere in busta paga un vantaggio consistente, che in alcuni casi può arrivare fino a 851 euro.
Le informazioni, anticipate dai consulenti durante la trasmissione web “Diciotto minuti”, chiariscono in modo pratico come calcolare il beneficio sugli incrementi salariali. Vediamole meglio.
Detassazione degli aumenti contrattuali: cos’è e a chi si applica
La misura introdotta dalla legge di bilancio 2026 riguarda gli aumenti previsti dai rinnovi contrattuali e permette di applicare sugli stessi una tassazione ridotta del 5% invece dell’ordinaria IRPEF. Questo significa che gli incrementi restano in gran parte netti in busta paga, aumentando concretamente il reddito mensile del lavoratore.
Gli aumenti frutto della detassazione interessano i lavoratori con reddito fino a 33 mila euro annui e si applicano agli incrementi stabiliti dai rinnovi del CCNL siglati da gennaio a 2024 a dicembre 2026.
Commercio: aumenti già partiti e vantaggi concreti
Per il settore commercio, i primi aumenti sono stati erogati ad aprile 2024, seguiti da nuove tranche il 1° marzo e il 1° novembre 2025, mentre l’ultima tranche scatterà a novembre 2026.
Le simulazioni dei consulenti mostrano che il beneficio in busta paga varia a seconda del livello retributivo. Alcuni lavoratori potranno arrivare fino a 851 euro complessivi, mentre altri livelli vedono incrementi più contenuti ma comunque significativi. Vediamoli nel dettaglio.
A quanto può arrivare il vantaggio in busta paga nel CCNL Commercio
Per rendere chiaro l’impatto concreto sugli stipendi, i consulenti hanno realizzato delle simulazioni basate sui diversi livelli di inquadramento del contratto commercio:

Tra i CCNL rinnovati nel triennio 2024-2026, quello del commercio si conferma il più avvantaggiato, con incrementi che per i tre
livelli retributivi presi in considerazione oscillano da 402 a 851 euro:
- al II livello, il vantaggio in busta paga applicando l’aliquota sostitutiva del 5% è pari a 851,13 euro;
- al IV livello il vantaggio è di 592,19 euro (scende a 182,30 euro per i part-time al 60%);
- al VI livello il vantaggio in busta paga è di 402,66 euro.
Come funziona la detassazione nella pratica
La tassazione ridotta permette quindi di trattenere in busta paga gran parte dell’aumento contrattuale, senza che venga assorbito dalle normali imposte.
Il vantaggio finale è sostanzioso ma non è uguale per tutti. Dipende da fattori quali:
- livello retributivo del lavoratore,
- importo degli aumenti contrattuali,
- eventuali altre voci accessorie della busta paga.
Come visto nella tabella riportata sopra, per i dipendenti del commercio il beneficio può essere particolarmente consistente. Soprattutto se si considera l’ulteriore detassazione degli straordinari effettuati di notte e nei festivi, anch’essa prevista dalla legge di bilancio 2026.




