Bonus 1.500 Euro in Busta Paga: Si Attiva sulle Voci del CCNL

Busta paga

La legge di Bilancio 2026 introduce una detassazione al 15 per cento per alcune maggiorazioni legate a lavoro notturno, festivo, a turni e nel giorno di riposo settimanale.

Il valore complessivo annui fruibile è di 1.500 euro. Ma non tutte le voci in busta paga rientrano automaticamente nell’agevolazione. I chiarimenti dell’Agenzia delle Entrate restringono infatti il perimetro.

Solo le voci previste dal contratto collettivo nazionale

Le somme detassabili sono esclusivamente quelle previste dal contratto collettivo nazionale di lavoro applicato. Lo stabilisce l’articolo 1, commi 10 e 11, della legge 199 del 2025.

La circolare 2 del 2026 dell’Agenzia delle Entrate precisa che non rilevano eventuali accordi aziendali o territoriali. Occorre quindi verificare cosa prevede il proprio contratto nazionale in materia di maggiorazioni e indennità.

Riposo settimanale e lavoro su cinque giorni

Per quanto riguarda il lavoro nel giorno di riposo, il riferimento è al riposo settimanale individuato dal contratto collettivo, di regola coincidente con la domenica, salvo diversa organizzazione su turni.

Di conseguenza, dovrebbe restare esclusa dall’agevolazione la prestazione resa nel secondo giorno libero dei lavoratori su cinque giorni, ad esempio il sabato, se non qualificato come riposo settimanale dal contratto applicato.

Reperibilità e straordinari: i nodi interpretativi

Tra le somme detassabili rientra anche l’indennità di reperibilità, se prevista dal contratto collettivo, ma solo quando collegata a prestazioni notturne, festive o a turni.

Un esempio è il lavoratore reperibile chiamato a intervenire di notte. Tale indennità è molto utilizzata nel settore dell’installazione e manutenzione di impianti. In questo caso potrebbe essere detassata sia l’indennità di reperibilità sia la maggiorazione per lavoro notturno.

Lo straordinario ordinario resta invece escluso. È ammessa la detassazione solo per la maggiorazione legata a straordinario notturno o festivo, mentre la paga oraria aggiuntiva rimane soggetta a tassazione ordinaria.

Tetto massimo di 1.500 euro

L’agevolazione si applica entro il limite di 1.500 euro annui. Oltre questa soglia scatta la tassazione ordinaria.

Nel calcolo rientrano anche le somme detassate da eventuali precedenti datori di lavoro nel 2026, fino al 12 gennaio 2027, secondo il principio di cassa allargato.