A circa 6 mesi dalla firma del CCNL Sanità 2022-2024 è partita la trattativa per il nuovo contratto della sanità pubblica relativo al triennio 2025-2027. Dopo il primo vero confronto economico del 5 maggio, sindacati e Aran torneranno al tavolo con altri incontri già fissati per metà e fine maggio. Al centro della discussione ci sono soprattutto stipendi, indennità e risorse aggiuntive per infermieri e personale sanitario.
Le cifre illustrate finora mostrano aumenti progressivi nei prossimi anni, ma per le organizzazioni sindacali non bastano ancora a compensare i carichi di lavoro e le difficoltà vissute negli ospedali e nei pronto soccorso. Vediamo meglio nel dettaglio.
Quanto aumentano gli stipendi con il nuovo contratto sanità
Le prime simulazioni economiche presentate dall’Aran riguardano il rinnovo del Ccnl sanità pubblica 2025-2027.
Le risorse ordinarie stanziate prevedono incrementi graduali fino al 2027. In media, gli aumenti lordi mensili dovrebbero essere:
- circa 48 euro dal 2025;
- circa 97 euro dal 2026;
- circa 145 euro a regime dal 2027.
Gli importi vengono calcolati su 13 mensilità e rappresentano la parte base del rinnovo contrattuale. Secondo le stime, le risorse complessive disponibili superano 1,5 miliardi di euro a regime dal 2027.
Gli aumenti più alti per infermieri e pronto soccorso
Alla quota ordinaria si aggiungono poi le indennità specifiche previste dalle ultime leggi di bilancio. Una parte importante delle risorse riguarda proprio gli infermieri:
- per l’indennità di specificità infermieristica sono previsti circa 445 milioni di euro dal 2026, con aumenti stimati intorno ai 93 euro lordi mensili per circa 290 mila infermieri;
- un’altra quota è destinata all’indennità di tutela del malato, con circa 193 milioni di euro che potrebbero tradursi in aumenti medi di circa 66 euro lordi al mese;
- sono previsti inoltre 35 milioni di euro aggiuntivi per il personale dei pronto soccorso. In questo caso l’incremento stimato è vicino ai 90 euro lordi mensili per chi lavora nei reparti di emergenza.
Sommando aumenti contrattuali e indennità, l’incremento medio lordo mensile del comparto sanità potrebbe arrivare fino a circa 209 euro.
I sindacati chiedono più risorse per infermieri e personale sanitario
Nonostante le cifre presentate, i sindacati ritengono che il rinnovo non possa limitarsi a un semplice adeguamento economico. Durante il confronto, il NurSind ha sottolineato la necessità di costruire un contratto realmente legato alle specificità del lavoro sanitario, caratterizzato da turni pesanti e notturni, responsabilità elevate e crescente pressione negli ospedali.
Secondo il segretario nazionale Andrea Bottega, il comparto sanità non può essere trattato come gli altri settori della pubblica amministrazione. Proprio per questo le indennità vengono considerate fondamentali per riconoscere le particolari condizioni operative di infermieri e operatori sanitari.
Il nodo delle ferie e dei buoni pasto
Uno dei temi più delicati della trattativa riguarda anche il salario accessorio durante le ferie.
Dopo diverse sentenze, infatti, si punta ad adeguare la retribuzione del periodo feriale a quella ordinaria, includendo anche le indennità normalmente percepite durante il servizio. Questo significa che una parte delle risorse disponibili potrebbe essere utilizzata proprio per coprire questi adeguamenti economici, riducendo i margini per ulteriori aumenti stipendiali.
Sul tavolo arriva pure la richiesta di estensione del diritto alla mensa anche per il personale turnista, e quindi la possibilità di riconoscere il buono pasto sostitutivo.
Nuovi incontri il 12 e il 26 maggio
La trattativa proseguirà nelle prossime settimane con altri due appuntamenti già fissati all’Aran per il 12 e il 26 maggio. Sarà in quella fase che entreranno nel dettaglio le possibili modifiche economiche e normative del nuovo contratto della sanità pubblica.
L’obiettivo dei sindacati resta quello di ottenere aumenti più consistenti e strumenti capaci di valorizzare davvero il lavoro svolto ogni giorno da infermieri e personale sanitario all’interno del Servizio sanitario nazionale.
Secondo la Fp Cgil, infatti, le risorse oggi disponibili possono consentire risposte su alcune priorità, ma non bastano per affrontare in modo complessivo le criticità del comparto. Dello stesso avviso anche Uil Fpl e Fials che chiede incrementi salariali reali e coerenti con l’inflazione.




