Non è più soltanto un’ipotesi. Per chi ha debiti con il Fisco, il rischio di vedersi bloccare bonus, rimborsi e perfino stipendi è già previsto dalla normativa vigente e dal 2026 scatteranno controlli ancora più rigidi anche sugli emolumenti dei dipendenti pubblici.
Alla base c’è l’articolo 48-bis del DPR 602/1973, la norma che obbliga Pubbliche amministrazioni e società partecipate a verificare eventuali cartelle esattoriali non pagate prima di effettuare pagamenti superiori a determinate soglie.
Come funziona il controllo sui debiti fiscali
La regola prevede che, prima di pagare somme superiori a duemilacinquecento euro, gli enti pubblici controllino se il beneficiario abbia cartelle esattoriali scadute e non saldate per almeno lo stesso importo.
In presenza di debiti, il pagamento può essere sospeso e le somme trattenute vengono segnalate all’Agenzia della riscossione per recuperare gli importi dovuti.
Il sistema riguarda:
- rimborsi fiscali;
- compensi della Pubblica amministrazione;
- contributi e agevolazioni;
- pagamenti da enti pubblici;
- bonus e detrazioni.
Stretta sugli stipendi NoiPA dal 2026
La vera novità riguarda però stipendi e indennità dei dipendenti pubblici gestiti tramite NoiPA.
Con la Legge di Bilancio 2025 è stato introdotto il nuovo comma 1-bis dell’articolo 48-bis, che abbassa la soglia dei controlli per stipendi e salari.
Dal 1° gennaio 2026, infatti, le verifiche scatteranno anche per pagamenti superiori a 2.500 euro, purché il dipendente abbia cartelle esattoriali non pagate pari almeno a 5mila euro.
La misura interesserà:
- insegnanti;
- personale ATA;
- forze dell’ordine;
- dipendenti ministeriali;
- lavoratori della Pubblica amministrazione.
Cosa rischia chi ha cartelle esattoriali
In caso di debiti fiscali non saldati, la Pubblica amministrazione potrà sospendere il pagamento delle somme dovute fino all’intervento dell’agente della riscossione.
Questo significa che parte degli accrediti potrebbe essere trattenuta per coprire:
- multe stradali;
- Tari non pagata;
- Imu arretrata;
- cartelle esattoriali;
- tributi locali insoluti.
Il contribuente non perde automaticamente lo stipendio o il bonus, ma le somme possono essere bloccate o compensate fino alla regolarizzazione della posizione debitoria.
Il nuovo piano del Governo
Parallelamente, il ministero dell’Economia starebbe lavorando a un sistema ancora più ampio di compensazione automatica tra bonus fiscali e debiti verso Comuni ed enti locali.
La sottosegretaria al Mef Sandra Savino ha parlato della possibilità di collegare direttamente detrazioni fiscali e pendenze tributarie locali attraverso l’integrazione delle banche dati.
L’obiettivo sarebbe quello di recuperare automaticamente somme non pagate prima dell’erogazione di bonus e rimborsi fiscali.
Professionisti nel mirino dal 2026
La normativa è stata ulteriormente ampliata anche per autonomi e professionisti.
Dal 15 giugno 2026, infatti, i controlli potranno scattare anche per compensi professionali inferiori a 5mila euro. In presenza di debiti fiscali, la Pubblica amministrazione potrà versare direttamente parte del compenso all’agente della riscossione.
Una stretta che amplia ulteriormente il sistema dei controlli fiscali automatici già previsto dalla legge.




