Il 2026 potrebbe portare qualche sorpresa positiva per molti pensionati. Oltre ai normali adeguamenti degli assegni, sono previsti diversi importi aggiuntivi che in alcuni casi possono aumentare sensibilmente le entrate annuali.
Si parla di bonus sulle pensioni basse, maggiorazioni sociali, incrementi per invalidi civili e quattordicesima. Alcuni pagamenti arrivano automaticamente, altri invece dipendono dai redditi dichiarati o dalla corretta posizione aggiornata all’INPS.
Per questo tanti pensionati stanno già controllando cedolino e fascicolo previdenziale per capire se ci saranno nuovi accrediti nei prossimi mesi. Vediamo nel dettaglio di che si tratta.
Quattordicesima: per alcuni pensionati oltre 600 euro in più
Uno degli aiuti economici più importanti resta la quattordicesima, destinata ai pensionati con almeno 64 anni e con reddito complessivo fino a due volte il trattamento minimo annuo.
L’importo non è uguale per tutti. Cambia infatti in base:
- agli anni di contributi versati;
- al tipo di pensione;
- al reddito personale.
Per chi rientra nelle fasce più favorevoli, l’accredito può raggiungere i 655 euro.
Nella maggior parte dei casi l’INPS paga automaticamente la somma, ma capita ancora che alcuni pensionati debbano verificare eventuali errori o mancate lavorazioni. L’accredito è previsto generalmente a luglio, ma c’è anche chi lo riceve a dicembre.
Pensioni minime: torna l’importo aggiuntivo da circa 154 euro
Anche nel 2026 è confermato il contributo extra destinato ai titolari di pensioni basse.
Si tratta dell’importo aggiuntivo da 154,94 euro riconosciuto ai pensionati che percepiscono una o più pensioni con un importo complessivo non superiore al trattamento minimo e che si trovino in determinate condizioni reddituali.
L’accredito non riguarda tutte le prestazioni assistenziali: alcune categorie, come l’assegno sociale, restano escluse. Per questo motivo è importante verificare la propria situazione previdenziale e i limiti di reddito aggiornati. Il pagamento è previsto per dicembre.
Invalidi civili e maggiorazioni sociali: previsti altri incrementi per i pensionati
Tra le misure che possono aumentare l’assegno ci sono anche le maggiorazioni sociali riconosciute ad alcune categorie di invalidi civili.
Si tratta di un importo fisso, non rivalutato ogni anno come la pensione, e non soggetto a tassazione IRPEF. Può essere riconosciuto a chi percepisce pensioni di vecchiaia, invalidità, assegno ordinario o anche assegno sociale, se si rispettano i limiti di reddito previsti.
La domanda può essere presentata insieme alla richiesta di pensione oppure in un secondo momento, dichiarando i redditi percepiti (anche presunti) nell’anno di riferimento.
L’importo varia in base all’età: in alcuni casi si parte da circa 25 euro al mese, mentre dopo i 65 anni può salire oltre 80 euro mensili. In presenza di redditi molto bassi e situazioni particolari (come invalidità o età avanzata) gli importi possono arrivare fino a circa 136 euro mensili complessivi, con ulteriori incrementi previsti per i casi più fragili.
Dal 2026 è atteso anche un aumento aggiuntivo di circa 20 euro per i pensionati in condizioni economiche più difficili, come over 70 e invalidi civili con redditi bassi.
Cedolino pensione e fascicolo previdenziale diventano decisivi
Per capire se gli aumenti sono stati applicati correttamente, il controllo del cedolino pensione diventa sempre più importante.
Nel fascicolo previdenziale possono comparire:
- maggiorazioni sociali,
- quattordicesima,
- integrazioni reddituali,
- arretrati,
- importi aggiuntivi sulle pensioni basse.
Il cedolino permette di verificare tutte le variazioni applicate all’assegno pensionistico mese dopo mese, mentre il modello ObisM (il certificato annuale della pensione) riporta tutte le informazioni relative all’anno 2026. Si tratta quindi di un documento fondamentale per i pensionati, che così possono controllare gli importi di tutto l’anno.




