Caldo Record e Lavori all’Aperto: Scattano le Prime Misure per Operai e Cantieri

Il caldo non è ancora entrato ufficialmente nel vivo dell’estate, ma in molte città italiane si lavora già con temperature che sfiorano livelli critici. Nei cantieri, sulle impalcature, lungo le strade e nei piazzali industriali cresce la preoccupazione per migliaia di lavoratori costretti a restare per ore sotto il sole.

Per questo i sindacati stanno chiedendo interventi urgenti alle Regioni, con ordinanze specifiche per limitare o sospendere le attività nelle fasce orarie più pericolose della giornata. E qualcosa si sta muovendo: l’Emilia-Romagna prepara nuove misure anti-caldo, mentre il Veneto ha già deciso di partire in anticipo.

Emilia-Romagna verso la nuova ordinanza anti-caldo

Dopo settimane di confronto con sindacati e amministrazioni locali, la Regione Emilia-Romagna è al lavoro per approvare una nuova ordinanza dedicata alla tutela dei lavoratori esposti alle alte temperature. Il provvedimento servirà a regolamentare le attività lavorative all’aperto durante le giornate più critiche dell’estate. Tra le ipotesi in discussione ci sono limiti al lavoro nelle ore centrali della giornata e una maggiore flessibilità sugli orari dei cantieri.

Secondo quanto riporta Il Resto del Carlino, l’ordinanza anti-caldo sarà approvata e presentata la prossima settimana dalle istituzioni, in sinergia quindi tra Regione, i sindacati e i Comuni. Inoltre, dovrebbe essere estesa fino al 30 settembre, e non come gli altri anni fino al 31 agosto. La fascia oraria interessata è quella che va dalle 12.30 alle 16.

Per le organizzazioni sindacali Filca-Cisl, FenealUil e Fillea-Cgil, però, l’ordinanza è già in ritardo: chiedevano che fosse varata entro il 1° giugno.

Per chi lavora all’aperto il caldo è diventato un rischio reale

Il tema non riguarda solo il disagio fisico. In molti settori il caldo estremo può trasformarsi in un vero problema di sicurezza. Lavorare per ore sotto il sole aumenta infatti il rischio di colpi di calore, disidratazione, abbassamenti di pressione e perdita di concentrazione. Situazioni che nei cantieri possono avere conseguenze molto serie, soprattutto quando si lavora in quota, vicino a macchinari pesanti o su superfici che trattengono calore come asfalto e cemento.

A preoccupare i sindacati è anche l’età media sempre più alta nel settore edile, con molti operai over 60 ancora impegnati quotidianamente in attività pesanti all’aperto.

Negli ultimi anni, inoltre, gli episodi legati al caldo sul lavoro sono aumentati in diverse parti d’Italia, riaprendo il dibattito sulla necessità di regole più severe e tutele permanenti.

La richiesta: spostare il lavoro alle ore più fresche

Tra le soluzioni proposte dai sindacati c’è soprattutto la riorganizzazione degli orari di lavoro. L’idea è quella di concentrare le attività nelle prime ore del mattino o in fascia serale, evitando le ore centrali della giornata quando le temperature raggiungono i livelli più alti. Per rendere possibile questo cambiamento, FenealUil ha chiesto anche una revisione temporanea delle regole comunali sui rumori nei cantieri.

Secondo le sigle del settore costruzioni, le ondate di calore ormai non sono più eventi eccezionali ma una condizione ricorrente, destinata a ripresentarsi ogni estate con sempre maggiore intensità.

In molte regioni i sindacati chiedono interventi immediati

L’Emilia-Romagna non è l’unica regione sotto pressione. In tutta Italia stanno aumentando le richieste di misure urgenti per proteggere chi lavora all’aperto. I sindacati chiedono protocolli nazionali più chiari, stop alle attività nelle ore più pericolose e strumenti rapidi per consentire alle aziende di fermare i lavori senza penalizzare i lavoratori.

Il timore è che senza regole precise il caldo continui a essere gestito come un’emergenza improvvisa, nonostante ormai rappresenti un problema strutturale che si ripete ogni anno.

Il Veneto si è già mosso prima dell’emergenza

Ma c’è anche chi si è mosso in anticipo, come il Veneto. Con delibera della Giunta Regionale n. 376 del 19 maggio 2026, la Regione ha licenziato il nuovo Protocollo d’Intesa per la gestione del rischio da calore e da radiazione solare nei luoghi di lavoro. “Per la prima volta – ha dichiarato il presidente della Federazione Edilizia di Confartigianato Imprese Veneto, Thomas Fantin – il tema del caldo estremo viene affrontato non solo in chiave emergenziale ma con una logica preventiva e organizzativa. È un cambio di approccio importante, perché permette alle imprese di prepararsi per tempo e di gestire il lavoro in modo più sicuro ed efficiente”.

L’obiettivo è prevenire i rischi prima che le temperature raggiungano livelli estremi, puntando su pause più frequenti, accesso all’acqua, organizzazione diversa dei turni, riduzione dell’esposizione nelle ore più calde, formazione dei lavoratori e sorveglianza sanitaria.

Una linea che ora molti sindacati chiedono di seguire rapidamente anche nel resto del Paese, mentre l’estate si avvicina e il rischio caldo torna a pesare sui lavoratori più esposti.