Nel gennaio 2024 TuttoLavoro24.it aveva riportato la pubblicazione della sentenza n. 4 dell’11 gennaio 2024 della Corte Costituzionale, che ha riaperto una partita economica molto rilevante per migliaia di dipendenti pubblici: quella relativa alla maggiorazione della Retribuzione Individuale di Anzianità , la cosiddetta R.I.A.
A distanza di oltre due anni, le prime decisioni dei tribunali iniziano a dare concreta applicazione a quel pronunciamento, con le prime liquidazioni economiche a favore dei lavoratori che hanno avviato ricorsi.
Il punto non riguarda soltanto il pagamento degli arretrati. Il riconoscimento della maggiorazione RIA, infatti, ha effetti piĂą ampi: aumenta la retribuzione utile ai fini pensionistici, ha natura retributiva e incide anche sulla determinazione del TFS, il trattamento di fine servizio.
La maggiorazione RIA torna al centro dei ricorsi
Una delle prime pronunce significative è arrivata dal Tribunale di Napoli, con la sentenza n. 461/2025 del 31 gennaio 2025.
Il giudice ha accertato che l’amministrazione aveva anticipato illegittimamente il blocco della RIA al 31 dicembre 1990, senza considerare l’anzianità maturata fino al 31 dicembre 1992.
Nel caso esaminato, la lavoratrice, in servizio dal 1987, aveva diritto a ulteriori scatti biennali maturati fino al 1993, mai riconosciuti. Il tribunale ha quindi condannato l’amministrazione al pagamento delle differenze retributive, con interessi e spese legali.
La decisione conferma un principio importante: il blocco al 1990 è errato e, se non corretto dall’amministrazione, può essere contestato in giudizio.
Anche il Tribunale di Genova conferma il diritto agli arretrati
Dopo Napoli, anche il Tribunale di Genova ha riconosciuto il diritto dei dipendenti pubblici agli arretrati derivanti dalla corretta applicazione della maggiorazione RIA.
Anche questa decisione ribadisce che l’amministrazione ha sbagliato a fermare il calcolo dell’anzianità al 1990. Il termine corretto, secondo l’impostazione accolta dai giudici, è il 31 dicembre 1992.
Questo significa che i lavoratori interessati possono rivendicare le differenze retributive maturate nel tempo, oltre agli interessi e alle spese.
Perché la RIA incide anche sulla pensione
L’aspetto più rilevante, spesso trascurato, riguarda la natura della maggiorazione RIA.
Non si tratta di una somma occasionale o di un’indennità accessoria priva di effetti futuri. La RIA è una voce retributiva, collegata all’anzianità di servizio, e come tale contribuisce a formare la base economica del dipendente.
Il suo riconoscimento, quindi, non produce soltanto arretrati una tantum. Può determinare anche un aumento della base pensionabile, con possibili effetti sul trattamento pensionistico, soprattutto per il personale che ricade in sistemi di calcolo in cui la retribuzione storica continua ad avere rilievo.
In altre parole, il riconoscimento della maggiorazione RIA può incidere non solo sul passato, ma anche sul futuro previdenziale del lavoratore.
Effetti anche sul TFS
La maggiorazione RIA rileva anche ai fini del TFS, perché entra nella retribuzione utile per la determinazione del trattamento di fine servizio.
Questo rende la questione ancora più importante: il lavoratore non rivendica soltanto una differenza stipendiale arretrata, ma anche una voce che può aumentare il valore della liquidazione finale.
Per molti dipendenti pubblici, soprattutto quelli con lunga anzianità di servizio, il riconoscimento della maggiorazione può quindi tradursi in un beneficio economico complessivo superiore al solo importo degli arretrati.
Importi medi e ricorsi individuali
Secondo le prime stime circolate, gli arretrati possono superare mediamente gli 8.000 euro lordi pro capite, ma l’importo effettivo dipende dalla posizione individuale, dall’anzianità maturata, dall’inquadramento e dalla storia retributiva del singolo lavoratore.
Le sentenze del 2025 mostrano che la strada dei ricorsi individuali può produrre risultati concreti. Tuttavia, ogni posizione deve essere verificata con attenzione, perché il diritto dipende dalla situazione personale e dalla documentazione disponibile.





