Un assegno mensile da 800 euro per premiare gli studenti universitari più brillanti e cercare di fermare la fuga dei giovani dalla Sicilia. È questa l’idea alla base del nuovo “reddito di merito”, la proposta arrivata all’Assemblea Regionale Siciliana che punta a sostenere chi ottiene risultati eccellenti all’università.
La misura, ancora in fase di discussione, sta facendo parlare perché introduce un concetto diverso rispetto alle tradizionali borse di studio: al centro non ci sarebbe il reddito familiare, ma soprattutto il rendimento accademico. Un modello che richiama, almeno in parte, anche altre iniziative nazionali nate negli ultimi anni per premiare gli studenti più meritevoli.
Cos’è il reddito di merito proposto in Sicilia
Il progetto è stato presentato da Luisa Lantieri, parlamentare di Forza Italia e vicepresidente dell’Assemblea Regionale Siciliana, ed è già approdato in Commissione Lavoro. L’idea è quella di riconoscere un contributo economico mensile agli studenti universitari iscritti negli atenei siciliani che dimostrano continuità e risultati molto elevati nel percorso di studi.
Il contributo previsto sarebbe pari a 800 euro al mese e verrebbe destinato agli studenti che rispettano determinati requisiti universitari legati agli esami sostenuti e alla media accademica.
L’obiettivo dichiarato è duplice: da una parte aiutare concretamente chi investe nello studio, dall’altra rendere le università siciliane più attrattive per i giovani dell’Isola. “Con questa proposta vogliamo dare un segnale forte ai nostri giovani: chi si impegna e raggiunge risultati eccellenti deve essere sostenuto e premiato” ha dichiarato Lantieri.
A chi spetterebbe il reddito da 800 euro
La proposta prevede criteri piuttosto selettivi. Il reddito di merito sarebbe destinato agli studenti regolarmente iscritti in un’università della Sicilia e in linea con il proprio percorso formativo.
Tra i requisiti indicati ci sarebbero:
- il raggiungimento dei crediti previsti dal piano di studi
- una media pari almeno a 29 su 30.
Si tratta quindi di una misura pensata per premiare le eccellenze universitarie e incentivare gli studenti a mantenere standard elevati durante tutto il percorso accademico. Non solo. La misura intende anche frenare la fuga di cervelli: trattenere i giovani siciliani e incoraggiare gli studenti a scegliere università locali anziché andarsene via, con il rischio che non tornino più.
La differenza con le classiche borse di studio
Uno degli aspetti più discussi della proposta riguarda proprio il criterio di assegnazione. Le tradizionali borse universitarie sono spesso legate soprattutto all’ISEE e quindi alla situazione economica della famiglia.
Il reddito di merito, invece, nascerebbe con una logica differente: il parametro centrale diventerebbe il rendimento universitario. In altre parole, la misura punterebbe a valorizzare chi ottiene risultati accademici eccellenti indipendentemente dal reddito.
Secondo i promotori, questo approccio servirebbe a costruire una nuova forma di sostegno allo studio basata sulla valorizzazione del talento e dell’impegno personale.
Il legame con la Carta del merito nazionale
La misura siciliana si inserisce in un quadro più ampio di strumenti pensati per premiare il merito scolastico e universitario. A livello nazionale il governo ha introdotto negli ultimi anni la Carta del merito, destinata agli studenti delle scuole superiori che conseguono il diploma con 100 o 100 e lode entro il compimento dei 19 anni.
La Carta, richiedibile entro il 30 giugno 2026, viene assegnata nell’anno successivo al diploma e può essere utilizzata per acquisti legati alla formazione e alla cultura.
Le due iniziative sono diverse, sia per pubblico di riferimento che per tipologia di acquisti consentiti: nel caso della Carta del merito il sostegno arriva alla fine delle superiori, mentre il reddito di merito siciliano punterebbe ad accompagnare direttamente gli studenti durante l’università. Inoltre, a differenza della carta nazionale, il reddito regionale non prevede limiti di spesa.
Tuttavia, entrambe le misure seguono una filosofia simile: riconoscere economicamente l’impegno nello studio e incentivare i giovani a puntare su percorsi di eccellenza.
Reddito di merito, cosa può cambiare per gli studenti universitari
Se il disegno di legge dovesse essere approvato, la Sicilia potrebbe diventare una delle prime regioni italiane a introdurre un sostegno universitario fondato quasi interamente sul rendimento accademico.
Per molti studenti un contributo mensile da 800 euro rappresenterebbe un aiuto importante per affrontare spese come affitto, trasporti, libri e costi universitari, riducendo il peso economico degli studi sulle famiglie.
La proposta dovrà ora proseguire il suo percorso all’interno dell’Assemblea Regionale Siciliana, ma il dibattito è già aperto: premiare il merito può davvero diventare una nuova strada per sostenere l’università e trattenere i talenti in Sicilia.




