Assegno di Invalidità, Si Può Perdere per il Reddito: la Cassazione Chiarisce il Calcolo

Una persona con invalidità civile può possedere tutti i requisiti sanitari richiesti e, nonostante questo, non avere diritto all’assegno mensile di assistenza se supera il limite di reddito. E per verificare il superamento della soglia non conta quanto rimane effettivamente in tasca dopo aver pagato le tasse.

A stabilirlo è la Corte di Cassazione, sezione Lavoro, con l’ordinanza n. 24903 del 31 agosto 2026, che ha accolto il ricorso dell’INPS. Il principio affermato interessa soprattutto chi si trova con un reddito molto vicino alla soglia prevista per ottenere la prestazione.

Quale assegno di invalidità dipende dal reddito

Prima di tutto occorre evitare un equivoco. La pronuncia riguarda l’assegno mensile di assistenza agli invalidi civili parziali, e non il diverso assegno ordinario di invalidità di natura previdenziale.

L’assegno mensile di assistenza è riconosciuto, in presenza degli altri requisiti, alle persone tra 18 e 67 anni con una riduzione della capacità lavorativa compresa tra il 74% e il 99%. Per il 2026 l’INPS indica un limite di reddito personale annuo di 5.852,21 euro. La prestazione è quindi legata non soltanto alla condizione sanitaria, ma anche alla situazione economica individuale.

Cosa cambia con la decisione della Cassazione

Il problema affrontato dai giudici riguarda proprio il modo in cui deve essere calcolato questo reddito.

Secondo la Cassazione bisogna fare riferimento al reddito imponibile ai fini IRPEF, al netto degli oneri deducibili ammessi, ma senza sottrarre le imposte e le ritenute fiscali. Non conta, quindi, semplicemente la somma che rimane materialmente disponibile dopo aver pagato le tasse.

Facciamo un esempio puramente illustrativo. Se la soglia fosse 6.000 euro e una persona avesse un reddito rilevante di 6.300 euro, con 500 euro di imposte pagate, non potrebbe sostenere di avere un reddito di 5.800 euro e quindi di essere sotto il limite. Le imposte non possono essere sottratte per rientrare nella soglia.

Chi rischia di essere penalizzato

La decisione pesa soprattutto sulle persone con invalidità che si trovano appena sopra il limite reddituale. È proprio in questa fascia che sottrarre o meno le tasse può determinare la perdita del requisito economico.

Nel caso esaminato, il Tribunale aveva adottato un criterio più favorevole all’interessato, considerando il reddito al netto anche delle ritenute fiscali. La Cassazione ha invece accolto il ricorso dell’INPS e rinviato la causa per una nuova decisione.

Attenzione, infine, a non confondere questa prestazione con l’indennità di accompagnamento: quest’ultima viene riconosciuta indipendentemente dal reddito. Per il 2026 l’INPS conferma espressamente che l’accompagnamento non è subordinato a limiti economici.