Bonus Carburante, Si Allarga la Platea: Dentro Anche Autonomi e Partite IVA

Il bonus carburante allo studio del Governo potrebbe non essere riservato soltanto ai lavoratori dipendenti. Mentre si avvicina la scadenza dell’ultimo taglio delle accise sul gasolio, nel centrodestra si apre infatti il confronto su come sostituire gli sconti generalizzati alla pompa con aiuti più selettivi.

L’obiettivo sembra essere quello di concentrare le risorse sulle categorie maggiormente colpite dal caro carburanti, evitando di continuare a ridurre le accise indistintamente per tutti gli automobilisti. Ma proprio sulla definizione della platea è arrivata la presa di posizione del vicepremier Matteo Salvini che segna una delle tante divisioni. Divisioni che fanno ritardare gli aiuti attesi da lavoratori e famiglie, con uno slittamento ben oltre il 6 settembre.

Salvini: bonus non soltanto ai dipendenti

Nelle ultime settimane era emersa l’ipotesi di utilizzare il sistema dei fringe benefit, incentivando le aziende a riconoscere buoni carburante ai dipendenti con redditi più bassi e, in particolare, a quelli che devono utilizzare l’automobile per esigenze lavorative. Per ogni erogazione le aziende beneficerebbero di un credito d’imposta pari alla spesa sostenuta.

Una soluzione che, però, lascerebbe automaticamente fuori milioni di lavoratori.

«Come Lega chiediamo che non siano agevolati solo i dipendenti, perché escludere il lavoro autonomo e le partite Iva sarebbe un errore clamoroso», ha dichiarato Salvini.

Il Governo potrebbe quindi essere chiamato a studiare un meccanismo specifico anche per autonomi e titolari di partita IVA, eventualmente attraverso un’agevolazione fiscale. Lo scrive Il Sole 24 Ore in edicola il 3 settembre. Sembra essere questa la partita decisiva in vista di un nuovo provvedimento, il cui contenuto non è stato ancora definito, essendo ancora aperto il dibattito tra le forze politiche di maggioranza.

Anche l’ISEE potrebbe non essere decisivo

Da definire c’è anche il criterio economico per accedere all’eventuale sostegno. Salvini ha frenato sull’idea di utilizzare esclusivamente l’ISEE, sostenendo che in questo modo si rischierebbe di favorire sempre le stesse categorie.

Al momento, quindi, non esistono né una soglia ISEE ufficiale né un limite di reddito definitivo per ottenere il bonus.

Tra le possibilità allo studio figurano anche un aumento del plafond dei fringe benefit e un credito d’imposta che consenta alle imprese di recuperare più rapidamente il costo finanziario sostenuto per concedere i buoni carburante ai propri dipendenti.

Prima potrebbe arrivare una mini proroga degli sconti

Prima di arrivare al nuovo bonus, resta da gestire la scadenza dell’attuale riduzione delle accise sul gasolio. Il Governo potrebbe utilizzare l’extragettito IVA registrato ad agosto per finanziare un’ulteriore applicazione delle cosiddette accise mobili. Le risorse disponibili, tuttavia, potrebbero essere sufficienti soltanto per una proroga di quattro o cinque giorni degli sconti attualmente in vigore.

La partita decisiva sul nuovo aiuto si giocherà invece al ministero dell’Economia e alla Ragioneria generale dello Stato, dove dovranno essere individuate le necessarie coperture.

La direzione politica appare comunque sempre più chiara: superare progressivamente gli sconti alla pompa destinati a tutti e concentrare gli aiuti su una platea selezionata. Resta da decidere chi ne farà parte e, soprattutto, quanto varrà concretamente il nuovo bonus carburante.