La fine del Reddito di cittadinanza potrebbe aver prodotto effetti anche su altre misure di sostegno economico. È quanto emerge da uno studio dell’Osservatorio sui Conti Pubblici Italiani dell’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano, secondo cui, nelle aree dove il sussidio era maggiormente diffuso, dopo la sua abolizione si è registrato un aumento delle domande di pensione di invalidità civile.
Il dato non significa che gli ex percettori del Reddito di cittadinanza abbiano ottenuto pensioni di invalidità senza averne diritto. Gli stessi ricercatori sottolineano che si tratta di una correlazione statistica e non della prova di un rapporto diretto di causa-effetto. Tuttavia, il fenomeno è considerato abbastanza significativo da meritare ulteriori approfondimenti.
L’ipotesi degli economisti
Secondo gli autori dello studio, la sostituzione del Reddito di cittadinanza con l’Assegno di inclusione e il Supporto per la formazione e il lavoro potrebbe aver spinto una parte delle famiglie economicamente più fragili a verificare la possibilità di accedere ad altre prestazioni assistenziali previste dall’ordinamento, qualora ne possedessero i requisiti.
In altre parole, la riforma del sistema di welfare potrebbe aver modificato il comportamento di alcuni cittadini, orientandoli verso strumenti diversi rispetto a quelli disponibili in passato. Si tratta però di un’ipotesi economica che richiede ulteriori verifiche e non di una conclusione definitiva.
Secondo lo studio dell’Osservatorio CPI, nelle province dove il Reddito di cittadinanza era maggiormente diffuso, le nuove pensioni di invalidità civile sono aumentate in media del 7,9% dopo la sua abolizione. L’effetto risulta ancora più marcato nelle aree con la più alta incidenza del RdC, dove l’incremento arriva a circa il 12%. Gli autori precisano che si tratta di una correlazione statistica, non della prova di un rapporto causale.
La pensione di invalidità resta legata a requisiti rigorosi
Lo studio ricorda implicitamente un aspetto fondamentale: la pensione di invalidità civile non può essere richiesta semplicemente perché è terminato il Reddito di cittadinanza. Per ottenerla è necessario che venga accertata un’inabilità totale e permanente attraverso le commissioni medico-legali competenti, oltre al possesso dei requisiti reddituali previsti dalla legge.
Proprio per questo gli autori precisano che la loro ricerca non mette in discussione il sistema di accertamento dell’invalidità né lascia intendere l’esistenza di irregolarità. L’obiettivo è comprendere come le modifiche apportate al welfare possano influenzare la domanda delle diverse prestazioni assistenziali.
Perché questo studio è importante
L’analisi apre una riflessione sul funzionamento delle politiche sociali. Quando una misura viene abolita o profondamente modificata, una parte della domanda di sostegno economico può spostarsi verso altri strumenti già esistenti, purché i cittadini abbiano i requisiti necessari.
Capire questi meccanismi è fondamentale per valutare gli effetti delle riforme e progettare un sistema di protezione sociale capace di rispondere ai bisogni delle persone senza creare squilibri tra le diverse prestazioni. È questo il principale messaggio che emerge dalla ricerca dell’Osservatorio sui Conti Pubblici Italiani.




