Visita Fiscale INPS: il Campanello Guasto e Tutte le Scuse Respinte. Come Evitare le Sanzioni

Quando si è in malattia, uno degli errori più frequenti è pensare che basti rimanere in casa per essere in regola. In realtà, il lavoratore ha l’obbligo di rendersi concretamente reperibile durante le fasce orarie previste per la visita fiscale INPS.

Un problema apparentemente banale, come un citofono o un campanello guasto, può trasformarsi in una contestazione con conseguenze economiche anche rilevanti se il medico fiscale non riesce ad accedere all’abitazione.

Vediamo quali sono gli orari da rispettare, quali giustificazioni vengono normalmente considerate valide e perché un semplice cartello sul citofono potrebbe non essere sufficiente.

Fasce di reperibilità: gli orari da rispettare

Dal 2024 le fasce di reperibilità sono identiche per lavoratori pubblici e privati.

Il lavoratore deve essere reperibile presso l’indirizzo indicato nel certificato medico:

  • dalle 10:00 alle 12:00
  • dalle 17:00 alle 19:00

Le visite possono essere effettuate tutti i giorni, compresi sabato, domenica e festivi.

Durante tali orari il medico fiscale deve poter raggiungere senza ostacoli il lavoratore.

Campanello o citofono guasto: il cartello non basta

Molti lavoratori, accorgendosi che il campanello non funziona, appendono un foglio con il proprio numero di telefono chiedendo al medico fiscale di chiamare.

È certamente un comportamento collaborativo, ma non costituisce una garanzia.

Il medico fiscale non è infatti obbligato a telefonare e la presenza del cartello non equivale a una comunicazione ufficiale all’INPS.

Se il controllo non va a buon fine, il lavoratore potrebbe comunque dover dimostrare di non aver ostacolato l’accertamento.

Per questo motivo è opportuno informare preventivamente l’INPS del guasto, evitando che il problema venga interpretato come irreperibilità.

Come comunicare il guasto all’INPS

La comunicazione può essere effettuata direttamente online.

Occorre accedere al portale INPS con:

  • SPID;
  • Carta d’Identità Elettronica (CIE);
  • Carta Nazionale dei Servizi (CNS).

Successivamente bisogna utilizzare il servizio “INPS Risponde”, raggiungibile attraverso la sezione “Contatta INPS”, descrivendo dettagliatamente il problema.

Nella comunicazione è consigliabile indicare:

  • che il citofono o il campanello sono fuori uso;
  • il recapito telefonico funzionante;
  • eventuali indicazioni utili per raggiungere l’abitazione.

Questa segnalazione non elimina l’obbligo di reperibilità, ma dimostra che il lavoratore ha collaborato con l’Istituto per consentire il controllo.

Le giustificazioni che normalmente non vengono accolte

Nel corso degli anni si sono ripetute alcune motivazioni che, salvo circostanze particolari adeguatamente documentate, difficilmente vengono ritenute sufficienti a giustificare l’assenza.

Tra le più frequenti figurano:

  • “Il campanello era rotto.”
  • “Ero sotto la doccia.”
  • “Pensavo fosse un venditore.”
  • “Sono uscito in farmacia.”
  • “L’indirizzo era sbagliato.”
  • “Avevo paura di aprire perché temevo una truffa.”

Ogni situazione viene comunque valutata caso per caso, ma il principio generale resta quello della collaborazione del lavoratore nel rendersi effettivamente reperibile.

Quando l’assenza può essere giustificata

Esistono invece circostanze che possono rendere legittima l’assenza durante le fasce di reperibilità, purché siano adeguatamente documentate.

Ad esempio:

  • visite specialistiche urgenti;
  • esami diagnostici non rinviabili;
  • accesso al Pronto Soccorso;
  • ricovero ospedaliero;
  • altri gravi motivi documentabili.

In tali casi è sempre opportuno informare tempestivamente sia l’INPS sia il datore di lavoro.

Cosa si rischia in caso di irreperibilità

L’assenza ingiustificata alla visita fiscale può comportare conseguenze economiche importanti.

In particolare:

Oltre agli effetti economici, nei casi più gravi possono essere avviati procedimenti disciplinari da parte del datore di lavoro.

La prevenzione resta la migliore tutela

Quando si è in malattia è sufficiente adottare alcune semplici precauzioni per evitare contestazioni:

  • verificare che l’indirizzo riportato nel certificato medico sia corretto;
  • controllare il funzionamento del citofono e del campanello;
  • comunicare immediatamente eventuali guasti attraverso INPS Risponde;
  • indicare un recapito telefonico aggiornato;
  • rimanere reperibili durante le fasce previste.