Dopo settimane di trattative è arrivata la svolta. È stata firmata la preintesa sul rinnovo del CCNL Enti Locali 2025-2027, un accordo che interessa circa 404mila lavoratori di Regioni, Comuni, Province e Città metropolitane. Il nuovo contratto porta con sé aumenti in busta paga, arretrati, nuove tutele e alcune novità attese da tempo.
Vediamo cosa prevede l’intesa sottoscritta il 21 luglio e quali sono le principali misure contenute nel testo.
Firmata la preintesa per il rinnovo del CCNL Enti Locali 2025-2027
La preintesa è stata sottoscritta all’ARAN da tutte le organizzazioni sindacali rappresentative del comparto: Cgil, Cisl, Uil e Csa.
Si tratta di un risultato significativo anche per i tempi con cui è stato raggiunto. A differenza di quanto accaduto in passato, il rinnovo riguarda infatti il triennio ancora in corso (2025-2027) e non un periodo ormai scaduto. L’accordo arriva inoltre a meno di cinque mesi dalla firma definitiva del precedente contratto.
Il ministro per la Pubblica amministrazione Paolo Zangrillo ha definito l’intesa «un risultato straordinario non solo per le tempistiche» e «un altro passo concreto verso il nostro obiettivo di valorizzare le Funzioni Locali, il vero motore della Pubblica amministrazione sul territorio».
Anche il presidente dell’ARAN, Antonio Naddeo, ha sottolineato l’importanza dell’accordo: «Portiamo anche nel comparto degli enti più vicini ai cittadini un rinnovo raggiunto nei tempi giusti. La contrattazione collettiva pubblica dimostra ancora una volta di sapere governare il cambiamento».
Aumenti in busta paga e arretrati per gli statali: quanto spetta
Il nuovo contratto prevede aumenti medi di circa 150 euro lordi al mese a regime da gennaio 2027.
In particolare, gli incrementi variano in base all’inquadramento e vanno da circa 118 euro fino a 154 euro lordi mensili, a seconda della categoria. Per esempio:
- nei Comuni gli aumenti medi arrivano a 152 euro, mentre per le elevate qualificazioni si attestano intorno ai 154 euro;
- nelle altre amministrazioni territoriali l’incremento medio è pari a 141 euro mensili.
Oltre agli aumenti, il rinnovo porterà anche gli arretrati, che saranno in media pari a 1.136 euro, con importi che potranno oscillare tra 920 e 1.170 euro in base alla posizione economica del dipendente.
Le indennità saranno pagate anche durante le ferie
Tra le novità più attese figura il riconoscimento delle indennità legate ai turni e alle particolari condizioni di lavoro anche durante i periodi di ferie.
La misura punta a superare le incertezze interpretative emerse negli ultimi anni e recepisce un principio già previsto nel contratto delle Funzioni Centrali. Così facendo, la retribuzione dei giorni di ferie ricalca quella dei giorni lavorativi e il dipendente non è scoraggiato dall’usufruire del suo diritto al riposo.
Il contratto introduce inoltre nuove tutele in materia di utilizzo dell’intelligenza artificiale negli ambienti di lavoro e prevede una verifica nel luglio 2027 per valutare l’eventuale scostamento tra aumenti retributivi e inflazione.
Le reazioni dei sindacati al nuovo contratto
L’intesa è stata accolta positivamente da tutte le sigle firmatarie.
Per la Cisl Fp, la firma dimostra che «la contrattazione è lo strumento più efficace per migliorare il lavoro pubblico». La Uil Fp sottolinea invece l’importanza di aver accelerato il rinnovo dei contratti, riducendo la distanza tra lo stanziamento delle risorse e il loro arrivo nelle buste paga. Anche Maurizio Landini, segretario generale di Cgil, si è detto entusiasta: «il contratto prevede aumenti economici superiori all’inflazione e introduce una clausola di salvaguardia a tutela dei salari in caso di crescita del costo della vita. In questo modo, il contratto recupera la propria funzione di autorità salariale. Di particolare rilievo è anche l’equiparazione dei diritti dei nuovi assunti a quelli del restante personale».
Accolta positivamente anche la nuova indennità di comparto, resa possibile anche grazie alle risorse aggiuntive stanziate dallo Stato.
Complessivamente, considerando anche gli effetti economici del precedente rinnovo contrattuale, gli incrementi per i dipendenti statali degli enti locali supereranno quindi i 300 euro lordi mensili.
Rinnovo contratto enti locali, cosa succede adesso
La firma del 21 luglio rappresenta una preintesa. Il testo dovrà ora completare l’iter previsto prima della sottoscrizione definitiva.
Una volta conclusa la procedura, potranno essere riconosciuti gli aumenti economici e gli arretrati dal 2025 previsti dal contratto, mentre le nuove disposizioni normative entreranno progressivamente in vigore secondo quanto stabilito dal CCNL.




