Il 28 luglio si preannuncia una giornata particolarmente significativa per i metalmeccanici. Da un lato, è stato proclamato uno sciopero provinciale di due ore dalla Fiom-Cgil; dall’altro, a Palazzo Chigi è in programma il tavolo convocato dal Governo sul futuro di Acciaierie d’Italia, una delle vertenze industriali più delicate del Paese.
A Livorno due ore di sciopero contro caro carburanti e perdita del potere d’acquisto
La mobilitazione interesserà i lavoratori dell’industria metalmeccanica della provincia di Livorno. La Fiom-Cgil ha proclamato lo sciopero per denunciare l’immobilità del Governo, ritenuta insufficiente di fronte alla continua crescita dei prezzi dei carburanti e al conseguente aumento del costo della vita.
La piattaforma rivendicativa è molto chiara. Il sindacato chiede il taglio immediato delle accise, il ripristino del meccanismo dell’accisa mobile per contenere gli aumenti dei prezzi alla pompa, la riduzione dell’Iva sui carburanti dal 22% al 10% o, in alternativa, al 4%, il contrasto alle speculazioni attraverso una tassazione effettiva degli extraprofitti delle aziende energetiche e, soprattutto, misure concrete per tutelare il potere d’acquisto di salari e pensioni, sempre più eroso dall’inflazione e dal caro energia.
Secondo la Fiom, senza interventi strutturali il peso degli aumenti continuerà a ricadere sui lavoratori e sulle loro famiglie, mentre imprese e cittadini continueranno a sostenere costi sempre più elevati.
Palazzo Chigi decide sul futuro dell’ex Ilva
Nella stessa giornata, il 28 luglio alle ore 11, il Governo incontrerà sindacati Fim-Cisl, Fiom-Cgil, Uilm-Uil, Ugl Metalmeccanici, Usb, Federmanager e istituzioni per affrontare la situazione di Acciaierie d’Italia. Il tavolo è atteso con particolare interesse perché dovrà fare chiarezza sulle prospettive industriali del gruppo siderurgico e sul futuro dei migliaia di lavoratori impiegati negli stabilimenti.
I sindacati chiedono un piano industriale credibile, investimenti certi, garanzie occupazionali e un cronoprogramma definito per il rilancio produttivo e la decarbonizzazione degli impianti. Le organizzazioni sindacali chiedono inoltre che il Governo assuma un ruolo determinante nel garantire continuità produttiva e stabilità, evitando ulteriori rinvii.
L’attesa è elevata anche perché circa un anno fa sembrava essersi aperta una nuova fase con l’individuazione di soggetti interessati a rilevare e rilanciare l’ex Ilva. Allora si parlava di un cambio di gestione capace di garantire investimenti, nuova occupazione e prospettive di sviluppo. Tuttavia, quel percorso non si è ancora tradotto in risultati concreti. Per questo i sindacati chiedono ora al Governo di trasformare gli impegni in decisioni operative, definendo una soluzione stabile per il più importante gruppo siderurgico italiano e restituendo certezze ai lavoratori e all’intera filiera metalmeccanica.




