Il cosiddetto bonus caregiver da fino a 4.800 euro l’anno continua a far parlare di sé, ma al momento non è ancora una misura operativa. Il contributo è infatti previsto da un disegno di legge che deve completare l’iter parlamentare prima di diventare realtà. Solo dopo l’approvazione definitiva potranno essere attivate le procedure INPS per il riconoscimento del beneficio.
L’agevolazione nasce con l’obiettivo di sostenere economicamente i familiari che assistono in modo continuativo una persona con disabilità grave o non autosufficiente, riconoscendo almeno in parte il peso di un’attività che spesso comporta la rinuncia al lavoro o una significativa riduzione della propria vita professionale.
A chi spetterebbe il contributo
Il bonus non sarebbe destinato a tutti i caregiver familiari, ma soltanto a coloro che rispetteranno requisiti molto stringenti.
Dal punto di vista giuridico, caregiver familiare è chi presta assistenza continuativa e documentata al coniuge, al convivente di fatto, alla parte dell’unione civile, ai figli oppure ad altri parenti o affini nei limiti previsti dalla legge.
La persona assistita dovrà trovarsi in almeno una delle seguenti condizioni:
- essere riconosciuta con disabilità grave ai sensi dell’articolo 3, comma 3, della legge 104;
- percepire l’indennità di accompagnamento;
- trovarsi in una condizione di non autosufficienza.
Il contributo massimo sarebbe riservato alla fascia di caregiver che convive con la persona assistita e garantisce oltre 91 ore di assistenza settimanali, equivalenti ad almeno 13 ore al giorno.
A questi requisiti si aggiungono limiti economici particolarmente severi: il caregiver dovrebbe avere un reddito personale non superiore a 3.000 euro lordi annui e appartenere a un nucleo familiare con ISEE non superiore a 15.000 euro.
Importo variabile fino a 400 euro al mese
Il disegno di legge indica un importo massimo di 400 euro mensili, pari a 4.800 euro l’anno.
Tuttavia questa cifra non sarebbe garantita. L’importo effettivo verrebbe infatti ricalcolato ogni trimestre in base alle risorse disponibili e al numero dei beneficiari comunicato dall’INPS.
Per il 2027 sono previsti 257 milioni di euro, che saliranno a 260 milioni annui dal 2028. Secondo le stime contenute nel provvedimento, i beneficiari potrebbero essere circa 62.000. In tale ipotesi il contributo medio scenderebbe a circa 343 euro al mese, per poco più di 4.100 euro l’anno.
Quando potrebbero partire domanda e pagamenti
Il cronoprogramma previsto dal disegno di legge stabilisce che entro il 30 settembre 2026 l’INPS dovrebbe predisporre la piattaforma telematica per il riconoscimento della qualifica di caregiver familiare.
Dal 1° ottobre 2026 dovrebbe quindi essere possibile presentare la domanda, che sarà avviata dalla persona assistita, oppure dal tutore o dall’amministratore di sostegno, indicando il familiare che presta assistenza. La procedura dovrebbe concludersi entro 30 giorni con il rilascio di una certificazione che attribuisce la qualifica di caregiver e il relativo profilo.
Per i pagamenti, invece, occorrerà attendere il 2027.
Al momento, però, queste scadenze restano soltanto teoriche. Il disegno di legge è infatti ancora all’esame della Commissione Affari Sociali della Camera e dovrà successivamente ottenere anche l’approvazione del Senato. Considerata la pausa estiva dei lavori parlamentari, appare difficile che il calendario originariamente previsto possa essere rispettato.




