L’estate non porterà solo raccolti nei campi, ma anche una raffica di controlli. L’INPS ha infatti confermato che l’attività ispettiva proseguirà per tutto agosto e settembre con verifiche mirate contro il lavoro irregolare e lo sfruttamento in agricoltura. Una decisione che arriva dopo gli ultimi episodi di cronaca che hanno riportato il fenomeno del caporalato al centro dell’attenzione e che punta a intensificare la presenza degli ispettori nelle aree considerate più a rischio.
Perché l’INPS ha deciso di aumentare i controlli nei campi agricoli
La campagna straordinaria di vigilanza è stata avviata dall’Ispettorato Nazionale del Lavoro e coinvolge anche INPS, INAIL e Carabinieri.
La decisione è maturata dopo il grave incidente che ha coinvolto alcuni lavoratori migranti ad Amendolara, un episodio che ha riacceso il dibattito sulle condizioni di lavoro in agricoltura e sulla necessità di contrastare il caporalato.
L’obiettivo è individuare situazioni di sfruttamento, lavoro nero e mancato rispetto dei diritti dei lavoratori, soprattutto nei mesi estivi, quando aumenta il ricorso alla manodopera stagionale.
Chi sarà interessato dalle verifiche
I controlli riguarderanno principalmente le aziende agricole impegnate nelle colture stagionali e le aree dove il rischio di irregolarità è considerato più elevato.
Le ispezioni potranno essere effettuate da squadre composte da personale dell’Ispettorato del Lavoro, dell’INPS, dell’INAIL e dell’Arma dei Carabinieri. Le verifiche serviranno ad accertare il rispetto dei contratti, delle retribuzioni, degli obblighi contributivi e delle norme sulla salute e sicurezza nei luoghi di lavoro.
Non solo lavoro nero: sotto osservazione anche il caporalato
I controlli non si limiteranno a scoprire lavoratori non dichiarati. L’attenzione sarà rivolta soprattutto ai casi di caporalato, cioè alle situazioni in cui i lavoratori:
- vengono reclutati illegalmente,
- ricevono compensi inferiori a quelli previsti dai contratti,
- oppure sono costretti a lavorare in condizioni non dignitose.
L’Ispettorato segnala inoltre una crescita del cosiddetto caporalato digitale, in cui piattaforme e algoritmi possono influenzare ritmi di lavoro, turni e compensi, aumentando la dipendenza economica dei lavoratori.
I controlli agricoli stanno già dando risultati
L’intensificazione delle verifiche sembra produrre i primi effetti. Nel 2025 sono state avviate 10.044 ispezioni nel settore agricolo, con un incremento del 13,5% rispetto all’anno precedente. Secondo l’INPS, i controlli effettuati nelle ultime settimane hanno portato a risultati positivi non solo dal punto di vista ispettivo, ma anche sotto il profilo della prevenzione.
Molte aziende, infatti, avrebbero provveduto a regolarizzare spontaneamente la propria posizione, proprio grazie alla maggiore presenza degli ispettori sul territorio.
L’obiettivo dichiarato resta quello di contrastare il lavoro irregolare e garantire condizioni di lavoro più sicure e rispettose dei diritti dei lavoratori agricoli durante il periodo di maggiore attività nei campi.




