Per migliaia di infermieri, OSS, tecnici sanitari e operatori del Servizio sanitario nazionale, il lavoro notturno rappresenta una delle attività più impegnative della professione. Con il passare degli anni, affrontare turni, reperibilità e ritmi di lavoro sempre più intensi può diventare più gravoso.
Proprio su questo fronte arriva una delle novità più interessanti del nuovo CCNL Comparto Sanità 2025-2027. Il contratto introduce, per la prima volta, tra le materie di confronto aziendale le condizioni e i criteri per l’eventuale esonero dai turni notturni e dai servizi di pronta disponibilità del personale che ha superato i 60 anni di età.
Non si tratta ancora di un diritto automatico, ma di una novità che potrebbe incidere sull’organizzazione del lavoro in molte aziende sanitarie.
Per la prima volta il tema entra nel nuovo CCNL firmato da ARAN e sindacati
Il nuovo CCNL Comparto Sanità 2025-2027, sottoscritto il 29 luglio 2026 da ARAN insieme alle organizzazioni sindacali FP CGIL, CISL FP, UIL FPL, FIALS, Nursind e Nursing Up, non elimina i turni di notte per chi ha compiuto 60 anni.
La vera novità è un’altra. Il rinnovo contrattuale inserisce ufficialmente tra le materie di confronto aziendale le condizioni e i criteri per valutare l’eventuale esonero dal lavoro notturno e dai servizi di pronta disponibilità del personale over 60.
Si tratta di un passaggio significativo perché, fino a oggi, il contratto collettivo nazionale non disciplinava espressamente questo aspetto. Con il nuovo accordo, invece, il tema entra ufficialmente tra le materie che dovranno essere affrontate nel confronto tra aziende sanitarie e organizzazioni sindacali.
Cosa cambia concretamente per infermieri e OSS
La risposta è chiara: non cambia ancora l’organizzazione dei turni.
Chi ha già superato i 60 anni non acquisisce automaticamente il diritto a non svolgere più i turni notturni. Il nuovo CCNL prevede invece che siano le Aziende ed Enti del Servizio sanitario nazionale, attraverso il confronto con le organizzazioni sindacali, a definire le modalità applicative.
In pratica, ogni realtà sanitaria potrà individuare i criteri con cui valutare l’eventuale esonero, tenendo conto sia delle esigenze organizzative sia della tutela dei lavoratori con maggiore anzianità anagrafica.
Perché il contratto guarda ai lavoratori over 60
Negli ultimi anni l’età media del personale sanitario è aumentata. Molti professionisti continuano a garantire assistenza nei reparti, nei pronto soccorso e nei servizi territoriali anche durante la notte, svolgendo attività particolarmente impegnative dal punto di vista fisico e organizzativo.
L’inserimento di questo tema nel nuovo CCNL Sanità 2025-2027 rappresenta un importante cambio di prospettiva. Per la prima volta il contratto riconosce che il tema dei turni notturni degli over 60 merita un confronto strutturato tra aziende e sindacati, lasciando però alla contrattazione aziendale il compito di individuare le soluzioni più adatte alle diverse realtà organizzative.
Una misura che punta anche al benessere organizzativo
La novità sui turni notturni si inserisce in un quadro più ampio.
Il nuovo CCNL Comparto Sanità 2025-2027, firmato da ARAN, FP CGIL, CISL FP, UIL FPL, FIALS, Nursind e Nursing Up, dedica infatti particolare attenzione al benessere organizzativo, alla prevenzione dello stress lavoro-correlato, del burn-out e alla promozione di una migliore conciliazione tra attività lavorativa e vita privata.
L’obiettivo è favorire un’organizzazione del lavoro sempre più sostenibile, senza compromettere la qualità dell’assistenza ai cittadini.
Chi riguarda questa novità
La previsione interessa tutto il personale al quale si applica il CCNL Comparto Sanità 2025-2027, tra cui:
- infermieri;
- operatori socio-sanitari (OSS);
- tecnici sanitari;
- personale amministrativo;
- personale tecnico e professionale;
- gli altri dipendenti del comparto sanità.
La novità coinvolge quindi una platea molto ampia di lavoratori del Servizio sanitario nazionale che, nel corso della carriera, continuano spesso a svolgere attività notturne e servizi di pronta disponibilità.
Adesso la decisione passa alle aziende sanitarie
Dopo la sottoscrizione definitiva del contratto, saranno le singole Aziende ed Enti del Servizio sanitario nazionale ad avviare il confronto con le organizzazioni sindacali per definire le condizioni e i criteri dell’eventuale esonero dai turni di notte e dalla pronta disponibilità del personale che ha superato i 60 anni.
È questa la vera novità del nuovo CCNL Sanità: non introduce un’esenzione generalizzata, ma apre ufficialmente la strada a un confronto che potrebbe modificare, nei prossimi mesi, l’organizzazione dei turni per migliaia di infermieri, OSS e operatori sanitari.
Attenzione, però. Il nuovo contratto non elimina automaticamente i turni di notte per gli over 60. L’eventuale esonero dovrà essere disciplinato a livello aziendale attraverso il confronto tra le direzioni delle aziende sanitarie e le organizzazioni sindacali. Per questo motivo, le modalità applicative potranno variare da un’Azienda sanitaria all’altra, nel rispetto di quanto previsto dal nuovo CCNL.




