Arretrati Scuola con Importi Più Alti per Molti Docenti e ATA. Perché NoiPA Fa Questo?

Dal 10 agosto 2026 docenti e personale ATA stanno visualizzando gli importi netti degli arretrati del CCNL Scuola 2025-2027. L’attesa era forte, ma alle prime verifiche sta emergendo anche una certa delusione: diversi lavoratori ritengono che le somme visibili siano inferiori rispetto alle aspettative maturate nelle ultime settimane.

Da qui una domanda che sta circolando tra il personale scolastico: quanto hanno preso i miei colleghi? Gli importi, in molti casi, possono essere anche più alti. Il confronto è comprensibile, ma deve essere fatto tenendo conto di alcuni elementi che possono modificare l’importo effettivamente accreditato. Vediamo perché NoiPA, l’ente che elabora i cedolini, porta ad importi differenti.

Gli arretrati sono uguali nella stessa fascia?

In linea generale, il principio da tenere presente è che due docenti o due ATA collocati nella stessa fascia stipendiale e con una situazione lavorativa analoga maturano gli stessi arretrati contrattuali (gli importi netti per ogni fascia sono verificabili cliccando qui).

Gli importi lordi derivano infatti dall’applicazione del contratto collettivo e non vengono determinati discrezionalmente per il singolo dipendente. A incidere sono il profilo professionale, la fascia stipendiale e il periodo per il quale spettano le differenze retributive.

Questo significa, ad esempio, che non avrebbe molto senso confrontare l’arretrato di un docente appena assunto con quello di un collega che si trova in una fascia di anzianità superiore. Anche quando fascia e profilo coincidono, però, il netto visualizzato può essere differente.

Perché un collega può prendere più arretrati?

È proprio questo l’aspetto che può spiegare molti dei dubbi emersi dopo la visualizzazione degli importi. La cifra netta può cambiare in relazione alla situazione fiscale personale e alla tassazione applicata alle somme arretrate. Ma possono incidere anche gli eventi che hanno interessato il rapporto di lavoro nel periodo preso in considerazione.

Tra questi possono rientrare assenze per malattia che comportano riduzioni della retribuzione, periodi di congedo (legge 104, parentale, maternità, ecc.) , aspettative, part-time o altri periodi non retribuiti o retribuiti in misura differente.

Per questo vedere che un collega ha ricevuto una somma maggiore non significa necessariamente che il proprio arretrato sia stato calcolato in maniera sbagliata o che sia stato “più fortunato”. Il confronto più attendibile deve essere fatto tra lavoratori con stesso profilo, stessa fascia stipendiale e – soprattutto – una situazione di servizio sostanzialmente identica.

Con la comparsa degli importi dal 10 agosto, l’attenzione di docenti e ATA si sposta quindi sul dettaglio dei conteggi: è proprio da questi elementi che possono essere comprese le differenze tra quanto atteso e quanto effettivamente riconosciuto.