Meno tasse, maggiore potere d’acquisto e lavoro più stabile. Sono le tre direttrici indicate dalla presidente del Consiglio Giorgia Meloni per la ripartenza dell’attività di Governo dopo la pausa estiva. Nell’intervista concessa al settimanale Chi, la premier ha spiegato che da settembre l’obiettivo sarà «alleggerire le tasse, rafforzare il potere d’acquisto e favorire un’occupazione sempre più stabile».
Settembre sarà soprattutto il mese nel quale inizierà a prendere forma la Legge di Bilancio 2027. Ed è proprio nella manovra che le indicazioni politiche di Meloni potranno trasformarsi in interventi concreti per famiglie, lavoratori e imprese.
Meno tasse: la partita si sposta sull’IRPEF
Sul fisco la strada potrebbe essere quella di proseguire la riduzione dell’IRPEF, dopo l’intervento già realizzato con la manovra 2026. Da quest’anno l’aliquota del secondo scaglione è infatti scesa dal 35% al 33%, interessando i redditi compresi nello scaglione fino a 50.000 euro. Il MEF ha indicato proprio la riduzione delle tasse su lavoro dipendente, famiglie e ceto medio tra gli assi della manovra in vigore.
La questione per il 2027 sarà capire se esisteranno margini per allargare ulteriormente il beneficio fiscale, intervenendo sulle aliquote, sulle detrazioni oppure sulle fasce di reddito interessate. Al momento, però, non esiste ancora una misura definitiva.
Stipendi: possibile prosecuzione della detassazione
Il secondo terreno è quello del potere d’acquisto. Qui il Governo dispone già di strumenti che potrebbero rappresentare il modello da seguire.
Nel 2026 sono entrate in vigore agevolazioni fiscali finalizzate a lasciare più netto in busta paga, dalla tassazione agevolata degli aumenti derivanti dai rinnovi contrattuali agli incentivi sui premi di produttività. Per questi ultimi, nel 2026 e 2027 l’imposta sostitutiva è stata portata all’1%, entro un limite complessivo innalzato a 5.000 euro.
La rotta potrebbe quindi essere quella di utilizzare ancora la leva fiscale sugli stipendi, premiando aumenti contrattuali, produttività e salario accessorio invece di intervenire direttamente sulla retribuzione.
Famiglie e imprese: settembre sarà decisivo
Per le famiglie il capitolo potrà intrecciarsi con gli interventi su ISEE, figli, sostegno alla genitorialità e redditi medio-bassi, proseguendo una linea già utilizzata nelle precedenti manovre.
Sul versante delle imprese, invece, l’obiettivo dell’occupazione stabile può tradursi soprattutto in incentivi alle assunzioni, riduzione del costo del lavoro e agevolazioni fiscali collegate agli investimenti e alla produttività. Anche in questo caso sarà necessario attendere i provvedimenti per conoscere platee e importi.
Le parole di Meloni, quindi, non equivalgono ancora all’annuncio di nuovi bonus. Indicano però con una certa chiarezza dove il Governo vuole mettere mano da settembre: tasse sul lavoro, redditi delle famiglie, salari e strumenti capaci di favorire occupazione stabile. Sarà la preparazione della Manovra 2027 a stabilire quanto di questa agenda potrà effettivamente trasformarsi in nuovi risparmi fiscali e maggiori somme in busta paga.
Tutto potrebbe confluire nella Manovra 2027
Appare difficile, almeno allo stato attuale, immaginare un provvedimento straordinario già a settembre dedicato a famiglie, lavoratori e imprese. È assai più probabile che gli impegni annunciati confluiscano nel grande cantiere della Manovra 2027, che entrerà nel vivo proprio dopo l’estate. Una legge di Bilancio inevitabilmente anche “elettorale”, considerando l’avvicinarsi della fine della legislatura: taglio delle tasse, sostegno ai redditi e misure per l’occupazione potrebbero quindi diventare alcuni dei dossier politicamente più rilevanti.




