Il Bonus Mamme da 60 euro al mese vale per il 2026.
Dal 2027 cambia il meccanismo: al posto della somma mensile entra la decontribuzione per le lavoratrici madri con almeno 2 figli.
La Legge di Bilancio 2026 ha infatti rinviato al prossimo anno l’avvio dell’esonero contributivo previsto dalla Legge di Bilancio 2025.
Per le lavoratrici cambia quindi il modo in cui arriva l’agevolazione: non più un importo fisso, ma una riduzione dei contributi previdenziali a loro carico.
Nel 2026 il Bonus Mamme vale 60 euro al mese
Per il 2026 il bonus sale da 40 a 60 euro mensili.
La misura riguarda le lavoratrici madri dipendenti, esclusi i rapporti di lavoro domestico, e le autonome iscritte alle gestioni previdenziali obbligatorie previste dalla norma.
Con 2 figli, il beneficio spetta fino al mese in cui il figlio più piccolo compie 10 anni.
Serve inoltre un reddito da lavoro inferiore a 40.000 euro annui.
Con 3 o più figli il limite sale a 18 anni
Per le madri con più di 2 figli, i 60 euro possono spettare fino al mese in cui il figlio più piccolo compie 18 anni.
Nel 2026 resta però una distinzione importante: le lavoratrici con almeno 3 figli e contratto a tempo indeterminato possono ancora rientrare nell’esonero totale previsto dalla Legge di Bilancio 2024, valido fino al 31 dicembre 2026.
Per questo il bonus da 60 euro non si sovrappone automaticamente a quella tutela.
Dal 2027 cambia il sistema
Dal 1° gennaio 2027 parte la disciplina prevista dalla Legge di Bilancio 2025 e rinviata dalla Manovra 2026.
La norma riconosce un esonero parziale dei contributi previdenziali a carico della lavoratrice.
Per una dipendente, quindi, il beneficio può tradursi in una trattenuta contributiva più bassa sullo stipendio.
Dal 2027 i 60 euro mensili non saranno più riconosciuti: al loro posto partirà la decontribuzione prevista per le lavoratrici madri.
Chi può avere la decontribuzione
La misura riguarda le madri con 2 o più figli, l’esonero spetta fino al mese in cui il figlio più piccolo compie 10 anni.
Per le madri con 3 o più figli, dal 2027 la tutela si estende fino al mese in cui il più piccolo compie 18 anni.
La norma fissa inoltre un limite di 40.000 euro annui di retribuzione o reddito imponibile ai fini previdenziali.
Restano esclusi i rapporti di lavoro domestico.
La misura riguarda anche alcune lavoratrici autonome
La decontribuzione non interessa soltanto le dipendenti.
La Legge di Bilancio 2025 include anche le lavoratrici autonome che percepiscono redditi di lavoro autonomo, d’impresa o di partecipazione e rispettano i requisiti previsti.
Restano escluse le autonome che hanno scelto il regime forfetario.
Quanto aumenta lo stipendio dal 2027
Al momento non si può indicare una cifra uguale per tutte.
La legge prevede un esonero contributivo parziale, quindi l’effetto sulla busta paga dipenderà dalla misura dell’agevolazione e dalla retribuzione della lavoratrice.
Non è quindi possibile indicare oggi un importo fisso valido per tutte le beneficiarie.
Il dato certo è il cambio di meccanismo: 60 euro mensili nel 2026, riduzione dei contributi dal 2027.



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