Una tredicesima più alta, con un vantaggio netto che potrebbe oscillare tra 200 e 500 euro. È uno degli interventi allo studio in vista della legge di Bilancio 2027, l’ultima della legislatura, anche se per conoscere la misura definitiva bisognerà attendere il quadro delle risorse disponibili.
L’ipotesi è quella di ridurre sensibilmente la tassazione applicata alla mensilità aggiuntiva di dicembre, sostituendo almeno per una parte dei lavoratori la normale Irpef con un’imposta agevolata al 15% o, nell’ipotesi più favorevole, al 10%.
Tredicesima, fino a 500 euro in più
A rilanciare l’intervento è stato Marco Osnato, presidente della commissione Finanze della Camera. Una prima soluzione potrebbe prevedere una tassazione della tredicesima al 15% per i redditi fino a 15.000 euro, con un costo stimato di circa 500 milioni.
La soglia viene però considerata piuttosto bassa e l’obiettivo politico sarebbe quello di ampliare la platea, risorse permettendo.
Secondo le prime stime, applicando alla tredicesima un’imposta sostitutiva del 15% o del 10%, anziché l’Irpef ordinaria, il beneficio potrebbe attestarsi tra 200 e 500 euro netti, variando in funzione del reddito del lavoratore.
L’effetto potrebbe essere particolarmente evidente perché sulla tredicesima non vengono normalmente applicate le detrazioni per lavoro dipendente. Per questo la mensilità aggiuntiva presenta generalmente un netto proporzionalmente più basso rispetto allo stipendio ordinario.
Non è ancora un bonus approvato
È importante, tuttavia, distinguere le proposte dalle misure già operative. Al momento non esiste un bonus tredicesima da 200 o 500 euro già approvato. La detassazione rientra nel pacchetto di interventi che Governo e maggioranza stanno valutando per la manovra 2027.
La decisione finale dipenderà soprattutto dalle coperture finanziarie e dal confronto con Bruxelles.
Nel 2027 possibili altri tagli alle tasse sul lavoro
La detassazione della tredicesima potrebbe inserirsi in un intervento più ampio dedicato alle buste paga. Tra le misure allo studio figurano infatti anche la prosecuzione degli interventi sull’Irpef e la conferma delle agevolazioni introdotte nel 2026.
Il ministro del Lavoro Marina Calderone punta, in particolare, a mantenere la tassazione agevolata degli aumenti derivanti dai rinnovi contrattuali e l’imposta all’1% sui premi di produttività fino a 5.000 euro.
Sul tavolo c’è inoltre la conferma del bonus per le madri lavoratrici.
Per capire quanto effettivamente potrà crescere la tredicesima dei lavoratori nel dicembre 2027, però, bisognerà attendere la definizione della legge di Bilancio e soprattutto delle soglie di reddito che saranno eventualmente ammesse alla nuova detassazione.



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