Intelligenza Artificiale, Formazione Obbligatoria per i Dipendenti? Da Agosto i Controlli

L’Intelligenza Artificiale entra sempre di più nei luoghi di lavoro e per le aziende europee arriva anche la necessità di occuparsi delle competenze dei dipendenti che utilizzano questi strumenti.

Dalla fabbrica all’ufficio, passando per commercio, studi professionali, editoria, servizi e pubblica amministrazione, il tema può interessare una platea molto ampia. A stabilirlo è l’AI Act, il Regolamento europeo 2024/1689, che all’articolo 4 introduce specifiche disposizioni sull’alfabetizzazione in materia di Intelligenza Artificiale.

Cosa devono fare le aziende che utilizzano l’IA

La disposizione riguarda i fornitori e i cosiddetti deployer, vale a dire i soggetti che utilizzano sistemi di IA nell’ambito della propria attività.

L’articolo 4 stabilisce che questi soggetti devono adottare misure per sostenere lo sviluppo dell’alfabetizzazione in materia di IA del personale e delle altre persone che utilizzano tali sistemi per loro conto.

Non si parla quindi soltanto delle aziende informatiche. Il problema può riguardare, ad esempio, un’impresa nella quale i dipendenti utilizzano l’IA per elaborare documenti, produrre testi, effettuare traduzioni, analizzare dati, gestire clienti o supportare processi produttivi e amministrativi.

La norma tiene conto anche delle conoscenze tecniche, dell’esperienza, dell’istruzione e della formazione dei lavoratori e soprattutto del contesto nel quale viene impiegata l’Intelligenza Artificiale.

Il corso di formazione è davvero obbligatorio?

È proprio qui che occorre fare una distinzione. L’obbligo esiste, ma non significa necessariamente che ogni azienda debba iscrivere i dipendenti a uno specifico corso.

La Commissione europea chiarisce che l’AI Act non stabilisce un numero minimo di ore di formazione, non impone uno specifico certificato e non obbliga le imprese a garantire che ogni lavoratore raggiunga un determinato livello di conoscenza.

Le aziende devono però adottare misure concrete di alfabetizzazione sull’IA. A seconda dei casi possono quindi essere utilizzati corsi, formazione interna, linee guida e altre iniziative adeguate. La Commissione precisa inoltre che limitarsi semplicemente a far leggere ai dipendenti le istruzioni del sistema potrebbe, in molti casi, non essere sufficiente.

Per documentare quanto fatto non serve necessariamente una certificazione: l’impresa può conservare un registro interno delle attività formative o delle altre iniziative adottate.

Dal 2 agosto 2026 partono anche i controlli

L’obbligo previsto dall’articolo 4 è in realtà applicabile già dal 2 febbraio 2025. La novità importante dell’estate 2026 riguarda però la fase dei controlli: dal 2 agosto 2026 le autorità nazionali di vigilanza del mercato hanno iniziato a vigilare sull’applicazione delle disposizioni. Rientra nella Strategia Digitale Europea.

Non si tratta dunque di un nuovo obbligo previsto dai contratti collettivi, ma di una disposizione europea che può coinvolgere imprese di qualsiasi settore quando il personale utilizza sistemi di Intelligenza Artificiale nello svolgimento dell’attività lavorativa.