Sono in molti, in queste ore, ad aspettare la NASpI di ottobre nonostante gli accrediti siano iniziati l’8 del mese. Ma nei giorni in cui si controlla il Fascicolo previdenziale per capire quando arriveranno i soldi, c’è un altro aspetto che non va trascurato.
Chi riceve la NASpI, infatti, non deve soltanto aspettare l’accredito. Durante il periodo di disoccupazione ci sono alcune comunicazioni da fare all’INPS, soprattutto quando cambia la situazione lavorativa o reddituale. Ignorarle può portare a una riduzione, alla sospensione o, nei casi previsti, alla perdita dell’indennità. Vediamo nel dettaglio.
NASpI di settembre, cosa controllare dopo la lavorazione INPS
La lavorazione della domanda è uno dei passaggi che i beneficiari stanno seguendo in questi giorni. Chi vede la pratica con esito positivo può quindi attendere che venga disposta la mensilità spettante, verificando la propria posizione attraverso i servizi INPS.
Il fatto che la NASpI sia stata riconosciuta, però, non significa che il beneficiario possa dimenticarsi della pratica fino alla fine del periodo di disoccupazione.
La NASpI continua infatti a essere legata alla situazione del lavoratore. Se durante la fruizione cambia qualcosa, ad esempio perché viene trovato un nuovo lavoro o perché iniziano a esserci altri redditi, l’INPS deve essere informata quando la normativa prevede la comunicazione. Ed è proprio questo uno degli aspetti sui quali è facile commettere errori.
Nuovo lavoro durante la NASpI: attenzione a non ignorare la comunicazione
Uno dei casi più frequenti riguarda chi trova un’occupazione mentre sta ancora ricevendo la NASpI.
Il beneficiario non dovrebbe semplicemente continuare a incassare l’indennità senza verificare cosa comporta il nuovo rapporto di lavoro. A seconda del tipo di contratto, della durata e del reddito prodotto, la NASpI può essere sospesa, ridotta oppure decadere. Per questo è importante comunicare all’INPS le variazioni che possono incidere sulla prestazione attraverso gli strumenti previsti, tra cui il servizio NASpI-Com.
Il punto fondamentale è semplice: non bisogna dare per scontato che sia sufficiente la comunicazione fatta dal nuovo datore di lavoro. Quando la situazione personale cambia e la normativa richiede una comunicazione da parte del beneficiario, è necessario provvedere direttamente.
Un errore nella gestione della comunicazione può inoltre creare problemi anche successivamente, quando l’INPS effettua i controlli sulla prestazione già pagata.
Quali altre variazioni devono essere comunicate all’INPS
L’obbligo non riguarda soltanto l’inizio di un nuovo lavoro. Durante la NASpI bisogna prestare attenzione a tutte quelle variazioni che possono avere effetti sulla misura, sulla durata o sul diritto stesso all’indennità.
L’INPS indica infatti che durante la fruizione devono essere comunicate le variazioni che possono incidere sulla prestazione. Particolare attenzione va quindi prestata, nei casi previsti, a:
- inizio di una nuova attività lavorativa;
- variazioni del reddito derivante da attività lavorative;
- cambiamenti nella situazione lavorativa già comunicata;
- altre circostanze che possono modificare il diritto o l’importo della NASpI.
Per alcune situazioni esistono termini e modalità specifiche. Per questo non è prudente aspettare che sia l’INPS a chiedere spiegazioni dopo che il cambiamento si è già verificato.
NASpI, cosa rischia chi non comunica le variazioni
Il rischio non è soltanto quello di ricevere una mensilità diversa dal previsto. Se il beneficiario non comunica una variazione che avrebbe dovuto essere segnalata, l’INPS può verificare successivamente la posizione e ricalcolare quanto spettava realmente. Questo può portare anche alla richiesta di restituzione di somme che erano state pagate ma che, alla luce della nuova situazione, non risultavano dovute.
Per chi sta aspettando la NASpI di ottobre, quindi, il controllo della pratica non dovrebbe fermarsi alla domanda più immediata: “Quando arrivano i soldi?”. È altrettanto importante verificare che la propria situazione sia ancora correttamente rappresentata nei confronti dell’INPS. Una nuova occupazione, un reddito o un altro cambiamento possono infatti avere conseguenze sulla prestazione.
In caso di dubbi, è quindi preferibile controllare subito gli obblighi di comunicazione previsti per la propria situazione, anziché aspettare che l’INPS rilevi successivamente una variazione non dichiarata.




