La quattordicesima non ricevuta può essere recuperata anche per gli anni precedenti. Lo dimostra il caso di un pensionato di Rimini che, dopo una verifica effettuata da Spi e Inca Cgil, ha ottenuto 3.275 euro, corrispondenti a cinque annualità arretrate.
Il precedente non significa che tutti abbiano diritto alla stessa cifra, ma mostra quanto sia importante controllare la propria posizione. Nel solo 2025, la campagna “I diritti che non sai” ha consentito ai pensionati riminesi di recuperare 41.745 euro di quattordicesime non pagate.
A chi spetta la quattordicesima
La somma aggiuntiva viene normalmente riconosciuta d’ufficio dall’INPS ai pensionati che:
- hanno almeno 64 anni;
- possiedono un reddito personale entro i limiti previsti;
- sono titolari di una pensione ammessa al beneficio;
- hanno maturato il numero minimo di anni di contribuzione richiesto.
L’importo cambia in base al reddito e ai contributi versati. La quattordicesima piena può variare indicativamente da 437 a 655 euro. Per chi possiede un reddito compreso tra una volta e mezza e due volte il trattamento minimo, gli importi sono più bassi e vanno generalmente da 336 a 504 euro.
Come verificare se mancano dei pagamenti
Il primo passaggio consiste nel controllare i cedolini della pensione di luglio e, in alcuni casi, di agosto. Nell’area personale del sito INPS è possibile consultare anche il modello ObisM, la Certificazione unica e i dati reddituali considerati dall’Istituto.
Se la somma non compare oppure sembra inferiore a quella spettante, è opportuno ricostruire i redditi personali degli anni interessati. L’INPS potrebbe non disporre di una dichiarazione reddituale aggiornata oppure avere utilizzato informazioni incomplete.
Come chiedere gli arretrati
Il pensionato può rivolgersi a un patronato oppure utilizzare i servizi online dell’INPS con SPID, CIE o CNS. In genere viene presentata una domanda di ricostituzione reddituale della pensione per il riconoscimento della quattordicesima.
Occorre portare i documenti d’identità, i cedolini, le Certificazioni uniche e le dichiarazioni dei redditi relative agli anni da verificare. L’INPS riesamina quindi la posizione e, se riconosce il diritto, liquida le somme non pagate nei limiti della prescrizione applicabile.
Il caso dei 3.275 euro recuperati su cinque anni dimostra che il controllo può produrre risultati rilevanti. Non si tratta però di un rimborso automatico: importo e numero delle annualità dipendono dalla situazione reddituale e contributiva di ciascun pensionato.




