Imprese del Sud, 505 Milioni di Aiuti in Arrivo: Domande dal 7 Ottobre

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Oltre 505 milioni di euro per sostenere le imprese del Mezzogiorno che investono in ricerca, innovazione e sviluppo di nuovi prodotti.

Dal 7 ottobre 2026 apre lo sportello di Scoperta imprenditoriale II, la nuova misura del Ministero delle Imprese e del Made in Italy dedicata ai progetti di ricerca industriale e sviluppo sperimentale.

Le risorse ammontano complessivamente a 505.801.524,89 euro e finanziano progetti da realizzare in Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia.

Una quota pari al 60% delle risorse è riservata ai progetti presentati da PMI e reti di imprese, la misura è disciplinata nel decreto ministeriale 19 maggio 2026.

Investimenti da 1 a 5 milioni di euro

Scoperta imprenditoriale II non finanzia piccoli interventi aziendali.

I progetti devono prevedere spese comprese tra 1 e 5 milioni di euro e una durata da 18 a 36 mesi.

Le imprese possono utilizzare le agevolazioni per attività di ricerca industriale e sviluppo sperimentale finalizzate alla creazione di nuovi prodotti, processi o servizi oppure a un miglioramento significativo di quelli già esistenti.

Possono partecipare imprese industriali, agro-industriali, imprese artigiane di produzione e Centri di ricerca. Anche imprese agricole, imprese di servizi all’industria e Organismi di ricerca possono entrare nei progetti congiunti nei casi previsti dalla normativa.

Quanto possono ottenere le imprese

Uno degli aspetti più rilevanti riguarda l’entità del sostegno.

La misura concede alle imprese un finanziamento agevolato pari al 40% dei costi ammissibili.

A questo si aggiunge un contributo diretto alla spesa pari al:

  • 40% per le piccole imprese;
  • 35% per le medie imprese;
  • 30% per le grandi imprese.

Le due forme di agevolazione operano insieme. Le imprese non possono scegliere di richiedere soltanto il contributo diretto rinunciando al finanziamento agevolato.

Non basta un progetto innovativo

Il Ministero richiede anche una struttura aziendale già consolidata.

Al momento della domanda, le imprese devono operare in contabilità ordinaria e disporre di almeno due bilanci approvati. Per imprese individuali e società di persone servono almeno due dichiarazioni dei redditi presentate.

I progetti devono inoltre seguire una logica di collaborazione.

Più imprese possono presentare insieme il progetto, fino a un massimo di tre soggetti, con almeno una PMI coinvolta.

Una PMI può anche presentare la domanda da sola, ma deve affidare ad almeno un soggetto esterno indipendente attività di ricerca, consulenza in ricerca e sviluppo o ricerca contrattuale per un valore pari ad almeno il 10% dei costi complessivi ammissibili.

Domande dal 7 ottobre

La fase di compilazione delle domande parte il 24 settembre 2026 attraverso la piattaforma informatica del Fondo per la crescita sostenibile, indicata dal MIMIT per la gestione della misura.

L’invio delle istanze scatterà invece dalle ore 10:00 del 7 ottobre 2026.

Le imprese interessate dovranno quindi arrivare preparate con il progetto, la documentazione societaria e i dati economico-finanziari richiesti.

Per le aziende del Sud che hanno già in programma investimenti importanti in ricerca e sviluppo si apre così una nuova opportunità, ma la soglia minima di 1 milione di euro restringe il campo ai progetti più strutturati e finanziariamente sostenibili.