Il caldo sta modificando concretamente l’avvio dell’anno scolastico in alcuni territori. Ci sono Comuni che hanno già deciso il rinvio o impedito partenze anticipate: a Rosolini, in Sicilia, il sindaco ha disposto la chiusura dei plessi dal 15 al 18 settembre, con lezioni dal 21; a Montemesola, in Puglia, un’ordinanza ha fissato l’avvio al 17 settembre. A San Severo, invece, il Comune ha uniformato al 14 settembre l’apertura di infanzia, primarie e medie, cancellando gli anticipi programmati da alcuni istituti. In tutti questi casi il caldo eccezionale è entrato nelle motivazioni delle decisioni.
Accanto ai rinvii già stabiliti sta però emergendo una seconda impostazione: decidere in funzione delle temperature effettivamente previste, evitando di spostare subito e indistintamente il calendario.
Sicilia, la Protezione civile diventa il riferimento
Il caso più netto è Palermo. L’8 settembre il sindaco Roberto Lagalla ha firmato una direttiva secondo cui, in presenza di un’allerta climatica con “bollino rosso”, saranno sospese le attività didattiche e chiusi temporaneamente i plessi comunali. Potranno rimanere aperte le scuole nelle quali i dirigenti attestino la presenza di climatizzazione adeguata e funzionante.
A Caltanissetta non c’è invece un rinvio già stabilito. Il sindaco Walter Tesauro ha spiegato che la valutazione sarà effettuata sulla base dei dati sulle temperature forniti dalla Protezione civile. Una scelta, quindi, subordinata all’evoluzione concreta del caldo.
Impostazione simile a Siracusa, dove il sindaco Francesco Italia ha sottolineato che per giustificare un’ordinanza servirebbe un’allerta ufficiale per ondate di calore.
Calabria, decisioni legate all’andamento del caldo
Il termometro entra nelle valutazioni anche in Calabria. A Crotone la IV Commissione consiliare ha approvato all’unanimità la proposta di valutare lo slittamento dell’apertura qualora persistano le elevate temperature. L’eventuale ordinanza spetta però al sindaco e, al momento, il rinvio non è stato disposto.
A Polistena, il sindaco Michele Tripodi ha chiesto alla Regione di portare l’avvio delle lezioni dal 15 al 21 settembre, mentre a Dinami, nel Vibonese, il sindaco Antonino Di Bella ha proposto il 1° ottobre o, in alternativa, il 22 settembre. Anche qui si tratta ancora di richieste, motivate dalle temperature elevate e dalle condizioni delle scuole.
Puglia, Gallipoli e Stornara aspettano il termometro
In Puglia, oltre ai provvedimenti già adottati, Gallipoli ha chiesto di valutare un rinvio proprio nelle giornate in cui sono previste le temperature più alte. A Stornara, il sindaco Roberto Nigro ha chiesto alla Regione di consentire una rimodulazione dell’avvio anche in base alle temperature.
Il fenomeno si sta affacciando anche altrove. In Basilicata, il sindaco di Scanzano Jonico ha chiesto di valutare il posticipo per il caldo, mentre in Sardegna, a Cagliari, è arrivata una richiesta al sindaco di rinviare il rientro finché le previsioni non indichino un calo termico accettabile: in quest’ultimo caso, però, l’iniziativa arriva dalle famiglie e non dall’amministrazione.
Si sta delineando così una sorta di “calendario scolastico legato al termometro”: alcuni Comuni hanno già rinviato, altri aspettano l’evoluzione delle temperature, mentre Palermo ha fatto un passo ulteriore, collegando formalmente la chiusura delle scuole al livello ufficiale di allerta climatica.




