Caro Carburante, gli Autotrasportatori Chiedono Più Tempo per il Rimborso: “Scadenza Troppo Breve”

Per gli autotrasportatori il conto del caro carburante continua a pesare, ma adesso il problema non riguarda soltanto il prezzo del gasolio. C’è anche una scadenza ravvicinata che rischia di trasformarsi in una corsa contro il tempo per ottenere il rimborso previsto dal Governo.

Le associazioni degli autotrasportatori chiedono infatti di allungare il periodo a disposizione delle imprese per presentare le domande. La finestra per caricare le richieste è considerata troppo stretta, soprattutto perché dietro ogni domanda ci sono documenti, calcoli e verifiche da completare.

La richiesta arriva proprio mentre aumenta la dotazione complessiva destinata al credito d’imposta sul carburante. Ma per poter utilizzare l’aiuto bisogna prima riuscire a presentare la domanda nei tempi previsti.

Il credito d’imposta può coprire fino al 70% della maggiore spesa

Il rincaro dei carburanti ha costretto il Governo a prendere dei provvedimenti per aiutare il settore dell’autotrasporto. L’autotrasporto è infatti uno dei comparti maggiormente esposti al caro carburanti: i mezzi pesanti percorrono ogni giorno lunghe distanze e il carburante rappresenta una delle principali voci di costo. Inoltre, un aumento consistente dei costi di trasporto può riflettersi anche sui prezzi delle merci e, alla fine della catena, sui consumatori.

Per tale motivo, dal 1° settembre è aperta una piattaforma attraverso la quale le imprese, accedendo con SPID o CIE, possono fare domanda per ottenere un credito legato alla maggiore spesa sostenuta per il gasolio consumato tra marzo e agosto 2026.

Il credito d’imposta può arrivare a coprire fino al 70% della maggiore spesa sostenuta. Si tratta quindi di un aiuto importante per un settore nel quale il costo del gasolio incide direttamente sui conti delle aziende.

Rimborso carburante, perché gli autotrasportatori chiedono più tempo

Il problema è soprattutto una questione di tempi. La domanda deve essere trasmessa attraverso la piattaforma entro il 15 settembre. Ed è proprio su questo punto che le associazioni di categoria chiedono un intervento.

«Una finestra temporale strettissima che costringe i professionisti che assistono le imprese a un’assurda corsa contro il tempo, anche
in ragione del fatto che l’agevolazione fiscale interessa gli acquisti effettuati fino al 31 agosto, quindi a ridosso del termine di avvio della
procedura
» ha dichiarato preoccupata l’Associazione nazionale commercialisti (Anc). La richiesta quindi è quella di ampliare il termine per la presentazione delle richieste.

L’obiettivo è concedere alle imprese e ai professionisti che le assistono più tempo per raccogliere la documentazione, effettuare i calcoli necessari e caricare le richieste sulla piattaforma. Così facendo, si evita che imprese potenzialmente beneficiarie del credito d’imposta possano perdere l’opportunità semplicemente per non essere riuscite a completare la domanda in tempo.

Per ora, però, si tratta solo di una richiesta di proroga: servirà l’approvazione di un intervento ufficiale per modificare realmente il termine.

La dotazione sale a 397,6 milioni di euro

Nel frattempo il Governo ha aumentato ulteriormente la dote complessiva in crediti d’imposta. Con un nuovo intervento vengono aggiunti 11,4 milioni di euro, recuperati dal Fondo per interventi strutturali di politica economica.

Le risorse destinate ai crediti d’imposta per l’autotrasporto salgono così a 397,6 milioni di euro.

Resta comunque il nodo delle tempistiche per presentare le richieste. Ed è proprio questo il paradosso sul quale insistono le associazioni: ci sono più risorse a disposizione delle imprese, ma una finestra temporale considerata troppo stretta per consentire a tutti gli interessati di completare correttamente la procedura.