Una novità importante è in arrivo per alcuni beneficiari di prestazioni erogate dall’INPS. Da ottobre 2026 partirà il riconoscimento dei nuovi bonus fiscali, mentre per una parte delle somme bisognerà attendere il conguaglio di fine anno. In alcuni casi il beneficio può raggiungere 1.000 euro.
A fornire le indicazioni operative è l’INPS con il messaggio n. 2829/2026, relativo alle agevolazioni introdotte dalla legge di Bilancio 2025. Il punto fondamentale è che i bonus non interessano soltanto i lavoratori dipendenti: possono spettare anche a chi percepisce determinate prestazioni INPS che sostituiscono il reddito da lavoro.
Bonus INPS da 1.000 euro: chi può riceverlo
Tra i principali beneficiari figurano i titolari di Ape sociale e isopensione, ma la platea è più ampia. Rientrano infatti le prestazioni di accompagnamento alla pensione, gli assegni straordinari riconosciuti ai lavoratori dei settori bancario e assicurativo e le indennità derivanti dai contratti di espansione.
La condizione è che si tratti di prestazioni non pensionistiche, sostitutive del reddito da lavoro dipendente e soggette a tassazione ordinaria.
Per chi ha un reddito complessivo superiore a 20.000 euro e fino a 32.000 euro, l’ulteriore detrazione fiscale è pari a 1.000 euro, rapportata al periodo interessato. Oltre 32.000 euro il beneficio diminuisce progressivamente fino ad azzerarsi al raggiungimento dei 40.000 euro.
Per questa detrazione il pagamento avverrà attraverso il conguaglio fiscale di fine anno.
Per i redditi fino a 20.000 euro c’è il bonus aggiuntivo
Diverso il meccanismo per chi possiede redditi fino a 20.000 euro. In questo caso viene riconosciuta una somma non imponibile, calcolata applicando percentuali differenti al reddito da lavoro: 7,1% fino a 8.500 euro, 5,3% oltre 8.500 e fino a 15.000 euro e 4,8% oltre 15.000 euro.
L’INPS inizierà a corrispondere questo beneficio dalla mensilità di ottobre 2026, recuperando anche gli arretrati maturati dal 1° gennaio 2026.
Pensionati esclusi, ma c’è un’eccezione importante
I normali redditi da pensione non danno diritto ai bonus. Sono escluse anche le pensioni integrative e complementari.
Essere pensionati, tuttavia, non significa necessariamente perdere l’agevolazione. Se una persona percepisce contemporaneamente una prestazione ammessa, il diritto può rimanere.
L’esempio fornito riguarda un beneficiario con 18.000 euro di Ape sociale e 8.000 euro di pensione ai superstiti. Il reddito complessivo raggiunge 26.000 euro: può quindi ottenere la detrazione di 1.000 euro, perché l’Ape sociale è una prestazione ammessa e il reddito complessivo resta sotto 32.000 euro.
Un altro elemento favorevole è che non occorre presentare domanda: il riconoscimento viene effettuato automaticamente dal sostituto d’imposta.




