Aumenti di stipendio fino a 220 euro al mese e una una tantum di 500 euro per recuperare almeno in parte il periodo trascorso senza rinnovo. Sono le principali novità economiche dell’ipotesi di accordo raggiunta per il CCNL delle farmacie comunali, sottoscritta da Assofarm con Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs.
Il precedente contratto era scaduto il 31 dicembre 2024. L’intesa, raggiunta dopo circa 20 mesi di trattativa, dovrà adesso passare attraverso le assemblee dei lavoratori e avrà validità fino al 31 dicembre 2029.
Aumento di 220 euro e arretrati da 500 euro
Sul piano economico l’aumento raggiungerà 220 euro lordi mensili a regime al primo livello, quello del farmacista collaboratore. L’incremento arriverà attraverso quattro tranche, con la prima prevista da ottobre 2026.
A questo si aggiunge una una tantum di 500 euro al primo livello, che sarà corrisposta in due tranche nel corso del 2027 per compensare il periodo di vacanza contrattuale.
Per i farmacisti arriva inoltre una nuova indennità professionale di 30 euro mensili. Altri 20 euro sono previsti per i farmacisti che partecipano effettivamente alle attività vaccinali: considerando anche queste voci, l’incremento può quindi raggiungere 270 euro mensili.
Le novità non riguardano solamente gli stipendi. L’accordo interviene sulle maggiorazioni per il lavoro festivo, sui permessi, sul part-time e sulla maternità, con l’integrazione della retribuzione fino al 100%. Vengono inoltre introdotte specifiche misure contro molestie e violenze sul luogo di lavoro.
Il CCNL Federfarma, invece, resta da rinnovare
La situazione è differente per chi lavora nelle farmacie private. In questo caso il contratto di riferimento è il CCNL Federfarma, sottoscritto sul fronte sindacale da Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs.
Il contratto precedente aveva validità dal 1° novembre 2021 al 31 agosto 2024. Significa che, a settembre 2026, il CCNL delle farmacie private risulta scaduto ormai da oltre due anni.
Il rinnovo interessa una platea molto ampia: secondo i dati riportati nell’archivio dei contratti, nel 2025 il CCNL risultava applicato a 79.349 dipendenti e 16.212 datori di lavoro.
La vertenza è stata accompagnata anche dallo sciopero nazionale del 6 novembre 2025 e altri che sono seguiti la scorsa primavera. Tra le richieste sindacali figurano aumenti salariali per recuperare l’inflazione, nuovi percorsi di classificazione e crescita professionale, maggiori tutele per maternità e malattia e più garanzie su turni, orari e lavoro festivo.
Si determina così una situazione particolare: per la prima volta il contratto delle farmacie pubbliche Assofarm arriva al rinnovo prima di quello delle farmacie private Federfarma, come hanno sottolineato gli stessi sindacati.

